Gio. Mag 19th, 2022

“Nostre richieste giustificate e non campate in aria”

di Raffaella Silvestro

   

Nonostante qualcuno, in modo incomprensibile,

abbia sostenuto che la carenza di operatori

sanitari(infermieri ed Oss) non era così tragica smentendo, di

fatto, le nostre affermazioni, gli organi di governo della

sanità regionale hanno richiamato i vari manager e li hanno

invitati ad assumere personale in base al piano del fabbisogno

approvato tempo addietro. Tant’è che, nello stesso momento in

cui qualcuno smentiva, l’azienda aveva riaperto i termini per

una manifestazione di interesse per infermieri. Quindi le nostre

denunce non erano campate in aria ed erano giustificate”. Lo

afferma, in una nota, Fausto Sposato, presidente dell’Ordine

delle professioni infermieristiche della provincia di Cosenza.

“Tra l’altro ci chiediamo: se la dotazione organica è congrua e

gli operatori ed i cittadini protestano continuamente – prosegue

Sposato – perché non vengono date loro garanzie in termini di

sicurezza e prestazioni, significa allora che c’è un problema

organizzativo? E chi deve risolverlo se non i responsabili? E

come mai chi oggi sostiene che non mancano operatori qualche

giorno addietro sosteneva, pubblicamente, il contrario? Molto

probabilmente lo stress e l’enorme mole di lavoro fanno perdere

il contatto con la quotidianità e con i problemi dei cittadini e

degli operatori. A questo proposito sarebbe interessante sapere

se le aziende sono dotate di un portavoce o se chiunque può

parlare a nome e per conto del management divulgando notizie non

vere sullo stato dell’arte. Ma in questa Calabria tutto è

possibile, non per niente siamo il fanalino di coda. Ma torniamo

alle assunzioni. Ad oggi non esiste nessuna graduatoria a tempo

indeterminato per potere assumere infermieri e questo ci riporta

a quando abbiamo chiesto a qualche manager del passato (delle

cui ‘capacità’ paghiamo ancora il prezzo) di comporre una

graduatoria lunga tenendo tutti dentro (è bene ricordare che

all’epoca molti candidati non si presentarono e ci fu una

selezione naturale)”.

“Anche quell’appello – sottolinea Sposato – rimase inascoltato

ed oggi ci ritroviamo a dovere pubblicare manifestazioni di

interesse alle quali parteciperanno pochissimi ed accetteranno

ancora meno. Altre regioni espletano concorsi regionali e non

aziendali per un motivo molto semplice perché, altrimenti, si

rischia di trovare in graduatoria sempre le stesse persone,

invece con una graduatoria unica regionale questo problema

sarebbe superato. Chi deve farlo? La Regione ha l’onere,

evitando così la frammentazione e sgravando le aziende di

ulteriori criticità, uniformando i processi ed evitando che le

aziende vadano a velocità diverse. Altro punto dolente è la

carenza di dirigenti delle professioni sanitarie. Non è

pensabile che a governare i processi assistenziali/organizzativi

sia una sola figura visto che il comparto rappresenta più della

metà dei dipendenti delle aziende. E vogliamo pensare che dove

non riesce un commissario con pieni poteri possa riuscire un

solo dirigente? Riteniamo sia impossibile. Per questo bisogna

investire sulle professioni sanitarie e togliere dalle mani di

altre figure la progettazione e la gestione dei processi

organizzativo/assistenziali”.

Per Sposato “solo ragionando tutti insieme, ognuno per le

proprie competenze, potremo mettere sul tavolo un progetto di

sanità nuovo e diverso mettendo il cittadino al centro. Noi

abbiamo fatto e stiamo facendo la nostra parte, certi che, anche

questa volta, il tempo ci darà ragione dimostrandosi, come

sempre, galantuomo”.

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