Mer. Ott 27th, 2021

Ho scelto, sin dal comizio di apertura, di fare una campagna elettorale improntata a valori di positività, di rispetto delle regole e rispetto per gli altri candidati. Sono fermamente convinta, oggi più di ieri, viste le preoccupanti condizioni in cui versa la nostra città , che chi si propone ai sidernesi come candidato a sindaco ed a consigliere, abbia il dovere morale e politico di mantenere civile ed elevato il confronto. Si tratta di un dovere che abbiamo non solo verso noi stessi, ma soprattutto verso la nostra comunità, perché le divisioni e gli insulti fanno solo male a Siderno.

Forse non tutti sono in grado di portare avanti un confronto civile di idee e di programmi, ma bisogna avere anche la coerenza, quando si dice ai cittadini, che Siderno deve tornare ad essere il punto di riferimento della Locride e della costa ionica, di fare uno sforzo per non alimentare risse e divisioni. Io stessa, fino a qualche mese fa, sono stata vittima di illazioni e pettegolezzi relativi ad una vicenda giudiziaria che, per inciso, si è conclusa con l’accertamento della mia più assoluta estraneità ai fatti. Ho incassato in silenzio, senza mai replicare, né sui social, né sui giornali, e meno che mai in un comizio nella piazza della mia città. È una questione di stile personale, ma soprattutto di rispetto per i miei concittadini, ai quale, suppongo, le vicende personali dei candidati non interessino, se non nella misura in cui, le stesse, possano avere dei riflessi sulle istituzioni cittadine. Questa volta, però, mi sento in dovere di spendere poche parole, perché non sono stata offesa solo io, ma tutta la Coalizione che mi sostiene. Tutti, siamo stati accusati di aver adottato “comportamenti da infami” che hanno “armato il braccio” (o meglio la penna o il cellulare) di mio fratello. Si tratta di un’accusa ridicola, nella sua consistenza logica, ma gravissima per il contesto in cui è stata espressa e la terminologia che è stata usata. È ridicola perché, a Siderno, tutti conoscono me e tutti sanno che mio fratello, persona a cui voglio bene, pensa e scrive in totale autonomia, sia da me che dalla coalizione che mi sostiene. Anzi il più delle volte in totale disaccordo col Pd e con me stessa – basti pensare che aveva perfino aderito al M5S. Personalmente, fino a domenica scorsa, non sapevo neppure che il candidato Archinà avesse un fratello ed anche ora che so della sua esistenza, non mi interessa approfondire quale sia (o sia stato) il suo problema giudiziario. Quello che trovo poco coerente nel ragionamento del candidato Archinà è che se lui non ha responsabilità per le vicende giudiziarie di suo fratello (giustamente), perché dovrei averne io – o gli altri candidati a consigliere – per i comportamenti – deprecabili – dell’ “avvocato Antonio”. I fratelli non si possono scegliere. Ma di tutto questo, ritengo che ai cittadini di Siderno non importi nulla, ai cittadini interessa il modo in cui si possono risolvere i problemi di questa città, ed è solo su questo terreno che sono disposta a confrontarmi. Devo dire che, finora, l’unico candidato col quale potrebbe esserci un confronto, è l’avv. Antonio Cutugno, che ha parlato di programmi e non di pettegolezzi da bar. Non intendo tornare più su questo penoso argomento, ho ritenuto doveroso fare questo breve passaggio, non tanto per le offese rivolte a me personalmente, quelle, in tanti anni di politica, ho imparato ad incassarle, ma perché è inaccettabile l’accusa rivolta all’intera coalizione, a 32 splendide persone che stanno dando l’anima ed il cuore, sottraendo tempo ed energie al loro lavoro ed alle loro famiglie, per dare ai Sidernesi una scelta ed un progetto di ripartenza. Personalmente sono molto amareggiata dalle parole del candidato Archiná, capisco che, come tutti quelli che si sono impegnati in una così lunga campagna elettorale, forse è nervoso perché buona parte del gruppo di giovani che avevano fondato il movimento “In piedi per Siderno”, ha deciso di non seguirlo più nel suo progetto, ma non può ovviamente prendersela con me, attaccandomi sul piano personale. Avrei potuto fare delle facili speculazioni, di natura politica, su questa scissione, ma ho scelto consapevolmente di non farlo, perché ho ritenuto (e ritengo tutt’ora) che simili considerazioni non avrebbero portato nulla, in positivo, al dibattito democratico di Siderno. Sono pronta a discutere e confrontarmi sulle idee progettuali e non sul gossip. Quando dico che Siderno può tornare ad essere il faro ed il punto di riferimento della Locride, ne sono davvero convinta, ma per fare questo, bisogna mettere da parte un modo di fare politica basato solo sulla distruzione dei propri avversari, altrimenti, lasceremo solo macerie. Siderno ha bisogna di una nuova coesione sociale, costruiamola insieme.

Mariateresa Fragomeni profilo fb

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