Mar. Ott 19th, 2021

di Raffaella Silvestro

Sono esami estremamente efficaci che possono

evitare l’utilizzo di chemioterapie inutili – prosegue

Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro

il Cancro -. Non possono essere somministrati a tutte le

pazienti ma solo a quelle considerate a rischio intermedio e con

un tumore allo stadio iniziale. Sono stimabili in circa 10mila

casi l’anno su un totale di quasi 55mila nuove diagnosi

registrate in Italia. In particolare Oncotype DX ha dimostrato,

in un recente studio, di ridurre di un terzo il ricorso a

farmaci chemioterapici in fase post-operatoria”. L’accesso

gratuito a certe prestazioni sanitarie “va garantito in tutte le

Regioni per evitare di trovarci di fronte a pazienti di serie A

e altri di serie B – prosegue Rosanna D’Antona, presidente di

Europa Donna Italia -. La nostra rete di associazioni è stata

impegnata per tutto il 2021 nella promozione di campagne e

iniziative di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni

locali e nazionali. I test genomici rappresentano una risorsa

importante e possono evitare alle donne cure chemioterapiche che

presentano effetti collaterali molto duri. Non vanno poi

dimenticati i risparmi ottenuti dalla mancata somministrazione

dei farmaci chemioterapici”. Europa Donna Italia ha promosso una

specifica campagna sul proprio sito

(europadonna.it/ambito/test/test-genomici/): “Per denunciare le

iniquità di accesso e di assegnazione del fondo, stiamo

monitorando giorno per giorno la situazione delle delibere.

Inoltre – conclude D’Antona – chiediamo ai medici oncologi di

utilizzare i test genomici nella pratica clinica quotidiana, ove

consentito”.

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