Sab. Nov 27th, 2021

Torna per il nono anno il Festival Leggere&Scrivere di Vibo Valentia. Per la sua edizione più recente, l’ormai storica kermesse ha adottato un sottotitolo significativo e pieno di speranza: “Dialoghi per ripartire”. Nuova anche la location: palazzo Gagliardi lascia il posto a palazzo Miceli, che rappresenta una vera e propria dimostrazione della dedizione dei due direttori artistici, Gilberto Florani e Maria Teresa Marzano, che hanno deciso di investire nella nuova sede per trasformarla in un centro culturale nel cuore pulsante della città, impreziosita da esposizioni e installazioni artistiche illustrate durante l’apertura dal Maestro La Gamba. Il Festival prevede cinque giornate fitte di appuntamenti interessanti, presieduti da illustri ospiti con i quali si dialogherà di attualità, legalità, politica e molto altro.

Leitmotiv di tutto il festival, dunque, la ripartenza dopo un anno veramente duro, che ha messo alla prova tanti settori, soprattutto quello della cultura.

Nell’anno in cui Vibo è capitale italiana del Libro, l’assessore alla cultura Daniela Rotino ha sottolineato come il Festival rappresenti un vero e proprio punto focale per la città, nonché un vanto del panorama culturale calabrese.

Presente alla cerimonia di inaugurazione anche il senatore Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, che ha evidenziato l’urgenza di cambiare la narrazione negativa della Calabria che, troppo spesso, è l’unica a oltrepassare i confini regionali. È necessario, infatti, raccontare una Calabria e una Vibo migliori, che superano i pregiudizi e il ragionamento a compartimenti stagni, nelle quali si respira cultura e voglia di fare. Baranchini ha poi concluso affermando “l’importanza della lettura specie in questo periodo di pandemia in cui molti, per solitudine, si sono avvicinati al libro” . Ha anche ricordato il ruolo della Rai in passato e quello che deve avere in futuro e cioè “insegnare ai giovani non ad usare i nuovi mezzi ma a dominarli. “Lettura e cultura sono il confronto che ci serve. È da qui che possiamo ripartire”.

Maria Antonietta Reale | redazione@telemia.it

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