Dom. Ott 17th, 2021

Hanno utilizzato la “Carta del Docente” per acquistare apparecchi elettronici ed elettrodomestici non compatibili
con le finalità del bonus: è quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme sul conto di 62
insegnanti nel quadro delle attività ispettive disposte dal Comando Provinciale di Catanzaro, mirate al contrasto
delle indebite percezioni di erogazioni pubbliche.
L’agevolazione in questione consente ai docenti, di ogni ordine e grado, ai fini dell’aggiornamento professionale,
di acquistare libri, testi, pubblicazioni, corsi di aggiornamento, biglietti per musei e rappresentazioni teatrali,
nonché quei prodotti hardware e software, specificamente indicati dal legislatore, necessari per l’espletamento
della propria attività di insegnamento.
La minuziosa attività ispettiva svolta dalle Fiamme Gialle di Lamezia Terme nei riguardi di un noto esercizio
commerciale di quel comprensorio, selezionato sulla base di un’analisi di rischio svolta dal Nucleo Speciale
Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, faceva emergere, invece, una
situazione di diffusa irregolarità a carico di ben 62 insegnanti.
Veniva appurato, infatti, che questi avevano speso il “bonus docente” per prodotti quali smart-tv, smartphone ed
elettrodomestici di vario tipo, tutti non rientranti nelle categorie merceologiche consentite.
Il meccanismo illecito, perpetrato con il necessario apporto del commerciante, si realizzava, in prima battuta, con
l’emissione di uno scontrino per il bene ammesso dalla normativa (fase necessaria ai fini del rimborso) e, poi,
con il reso dello stesso e la cessione del diverso, e più costoso, prodotto richiesto dal docente.
Nei confronti degli insegnanti, che spendevano indebitamente il bonus statale, e dell’operatore commerciale, che
consentiva irregolarmente l’acquisto di beni diversi da quelli previsti dalla normativa, sono state applicate
sanzioni amministrative pari al triplo dell’importo indebitamente speso/incassato per un ammontare complessivo
di circa € 210.000,00.
Inoltre, è stato attivato il Ministero dell’Istruzione al fine di recuperare le somme indebitamente richieste a
rimborso, ammontanti a circa € 35.000,00, da parte dell’esercente.
L’odierna operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza
contro ogni forma di indebito accesso a misure di sostegno al reddito al fine di tutelare la coesione sociale e chi
opera nel rispetto delle regole.

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