Mer. Dic 1st, 2021

Sud con più alto numero no vax

Lunedì prossimo 2 milioni di

lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il

tampone per avere il Green pass. Purtroppo, rileva la Cgia, le

farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo

servizio non sono in grado di fare giornalmente un numero di

test sufficienti per coprire la domanda. Secondo le stime del

Governo sarebbero 3 mln i lavoratori senza il certificato verde,

il 13% degli occupati in Italia. Persone che per accedere al

posto di lavoro entro fine anno dovranno fare ogni 2 giorni il

tampone per avere il green pass. Attualmente l’offerta è molto

inferiore: ieri, ad esempio, sono stati fatti 506 mila tamponi.

Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle

farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test,

dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila

che sommati alle oltre 300 mila persone che per ragioni di

salute non sono obbligate al possesso della certificazione,

rimarrebbero senza pass in 2 mln. Se il Governo ha deciso per

decreto di consentire l’ingresso negli uffici e nelle fabbriche

solo a chi ha il Green pass – e quest’ultimo è ottenibile

attraverso il vaccino o il tampone – lo Stato deve garantire la

possibilità di fare il tampone anche a chi non vuole

somministrarsi il siero. Diversamente, lede il diritto al lavoro

a milioni di persone, venendo meno a un principio fondamentale

di uno Stato di diritto: la legalità, che deve essere sempre

rispettata sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati.

Secondo la Cgia, per risolvere questa situazione il Governo ha

due possibilità: stabilire che il green pass si ottiene solo

attraverso l’inoculazione del vaccino, eliminando così il

problema dell’impossibilità di fare i tamponi a tutti, o

mobilitare per esempio l’ Esercito, la Protezione civile

affinché vengano diffuse ovunque delle unità mobili in grado di

fare i test, garantendo così a tutti il diritto di conseguire,

ancorché temporaneamente, il certificato verde. La regione più

no vax è la Sicilia (24,3%) con 625.565 non vaccinati. Poi la

Calabria (23,4%,226.745), la Provincia Autonoma di Bolzano

(22,7%, 63.570), la Valle d’ Aosta (21%,13.017) e le Marche

(20,4%,156.724). Le regioni più virtuose, invece, sono:

Lombardia (14,3% i non vaccinati), Lazio (14,2%) e Toscana

(13,8%). Tra le 4 macro aree del Paese è il Sud con il più alto

numero di non vaccinati (2.143.769, il 20% del totale della

popolazione tra i 20 e i 59 anni). In Italia, infine, i “no vax”

in età lavorativa sono 5.432.118, pari al 17,4% della coorte

20-59 anni.

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