Sab. Nov 27th, 2021

La sua storia lo dimostra: già dai primi anni 90, imprenditori cittanovesi denunciano le cosche di ‘ndrangheta nel pieno di una tragica faida, costituendo poi l’ACIPAC, prima associazione antiracket della Calabria, collaborando alla costituzione di nuove associazioni antiracket e alla nascita della Federazione Antiracket Italiana. I cittanovesi hanno già dimostrato che difendersi dalle cosche era possibile ed hanno indicato la strada giusta per farlo: la denuncia collettiva. Il percorso di lotta per la legalità intrapreso dall’ACIPAC continua tutt’ora; in questi anni – continua il comunicato stampa – abbiamo costantemente collaborato con tutti i cittadini che hanno voluto coinvolgerci nelle loro tristi storie di prevaricazione mafiosa sul territorio, con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco Francesco Cosentino, che ci ha sempre sostenuto in tutte le nostre battaglie. Da diverso tempo stiamo assistendo ad attacchi pubblici e sui social contro il Sindaco e la comunità cittanovese, con accuse infondate di “mafiosità” ed “omertà”. Anche la storia del nostro Sindaco parla chiaro, i fatti parlano chiaro! Il Sindaco non è stato mai sfiorato da sospetti ed ombre, neppure sul piano istituzionale; la nostra Amministrazione si è sempre costituita parte civile nei processi per mafia, ha gestito in maniera rigorosa l’acquisizione dei beni confiscati alla mafia ed il loro utilizzo sociale come previsto dalla legge, ha intitolato il Polo Solidale della Legalità, ha posato il primo monumento alle “Vittime della mafia” ed osserva scrupolosamente i protocolli di legalità e trasparenza. Auspichiamo che da parte delle forze politiche, presenti in Consiglio e non, giunga una netta presa di posizione in difesa delle Istituzioni Comunali, del Sindaco, della sua reputazione e di quella della comunità cittanovese e, soprattutto, dell’agibilità democratica nel nostro paese, valore che va salvaguardato da tutti, senza distinzioni di colore politico. Esprimiamo piena solidarietà al Sindaco, per le gravi e immotivate ingiurie subite, con la speranza di un immediato intervento delle autorità competenti per ristabilire le condizioni che consentano un pacifico svolgimento delle normali attività Istituzionali.

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