Mer. Dic 1st, 2021

Due condanne per l’omicidio di Vincenzo Femia, originario di Casignana nella Locride ucciso a Roma il 24 gennaio 2013. Nel pomeriggio di ieri la Corte di Assise di appello di Roma, sul rinvio della Cassazione che aveva accolto il ricorso della Procura Generale capitolina, in particolare del giudice Francesco Mollace, ha condannato all’ergastolo Massimiliano Sestito, originario di Soverato, e alla pena di 24 anni e 8 mesi di reclusione Francesco Pizzata, accusati di essere gli esecutori materiali del delitto che, all’epoca, ha sconvolto la Capitale. La Sezione I bis della Corte romana ha escluso delle aggravanti agli imputati, ha riconosciuto al solo Francesco Pizzata le attenuanti generiche equivalenti alle residue aggravanti, rideterminagli la pena. I giudici hanno revocato ad entrambi gli imputati l’isolamento diurno. Il movente dell’omicidio di Vincenzo Femia, secondo l’ipotesi accusatoria, andrebbe da ricercarsi in rivalità collegate ad affari per il traffico e la fornitura di stupefacenti in grossi quantitativi tra la Calabria e Roma. L’occasione sarebbe stata un appuntamento per la compravendita di cinque chili di cocaina, incontro che era stato interpretato come una possibile, pericolosa “trappola” cui si era voluto rispondere d’anticipo, programmando e realizzando l’omicidio del Femia.

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