Sab. Nov 27th, 2021

Continuano le proteste al Mazzini.

Dopo la manifestazione di venerdì, gli alunni della scuola hanno deciso di cavalcare l’onda del momento e hanno annunciato uno sciopero che continuerà fino a quando le autorità competenti non risolveranno l’annoso problema della carenza di aule.

Da questa mattina il cortile del Mazzini si è trasformato in una grande aula a cielo aperto: gli studenti hanno portato all’esterno banchi, sedie, lavagne, allestendo una vera e propria classe abbellita da striscioni che recitano gli slogan più disparati: “Questa scuola ci va stretta”, “La prossima volta ci sediamo in strada”.

Il messaggio lanciato dai ragazzi è forte: data l’assenza di risposte da parte delle autorità preposte, dimostratesi poco attente alle esigenze di un istituto la cui crescita dovrebbe essere favorita e non ostacolata, gli studenti hanno deciso di fare da sé, prendendosi anche l’ultimo centimetro di cortile disponibile.

Naturalmente il gesto è meramente simbolico, è impensabile che si possa fare lezione in cortile, eppure è la dimostrazione tangibile dell’esasperazione a cui si è arrivati.

Nonostante i giovani siano spesso tacciati pigrizia e nullafacenza dalle generazioni precedenti, ancora una volta è stato dimostrato il contrario: una scuola intera si è rimboccata le maniche per lanciare un appello a chiunque abbia a cuore il futuro di più di mille studenti.

Non si può e non si deve continuare a giocare con la formazione di quelli che costruiranno la società del domani: è necessario garantire loro un’istruzione di massima qualità e fornire gli strumenti adeguati alle funzioni che, un giorno, andranno ad espletare. Gli insegnanti ce la stanno mettendo tutta, gli alunni anche, ora la palla passa alle autorità. Il Mazzini ha bisogno di una casa. Non tra un anno, né tra un mese: ne ha bisogno ora, prima che nei giovani venga meno la fiducia nelle istituzioni.

Maria Antonietta Reale| redazione@telemia.it

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