Sab. Nov 26th, 2022

Dopo soli quattro giorni dagli sbarchi che hanno interessato le coste jonico-reggine, grazie alle indagini tempestive condotte dalla Questura in sinergia con il Commissariato di Siderno e il reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza, due cittadini libanesi e un egiziano sono stati sottoposti a fermo, poiché accusati di essere i presunti scafisti degli sbarchi del 19 e 20 ottobre a Rocella Jonica e Bova Marina.

Il primo sbarco è avvenuto nelle prime ore del 19 ottobre, quando una motovedetta della Capitaneria di porto ha soccorso un’imbarcazione con 298 profughi egiziani, tra cui 70 minori non accompagnati.

Nel giro di tre giorni, la provincia di Reggio Calabria è stata la destinazione di ben otto sbarchi, che hanno portato in Calabria 782 migranti sei dei quali si sono concentrati sulla costa jonica, in particolare al porto di Roccella. Solo questo comune della locride ha accolto 645 migranti, tra cui 20 donne e 168 minori.

Le operazioni di soccorso si sono svolte senza particolari intoppi, grazie alla fattiva collaborazione tra polizia, Croce Rossa, Protezione Civile, Usca di Caulonia e l’Usmaf, coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria. Altro fattore determinante nelle procedure di accoglienza è stata la disponibilità da parte dei sindaci a destinare strutture comunali per ospitare i rifugiati.

Lo stato di fermo per i tre presunti scafisti prevede che non possano lasciare il Paese, finché le autorità non si saranno accertate completamente della loro posizione. Nel caso in cui gli indiziati risulteranno colpevoli si procederà poi con l’arresto.

Maria Antonietta Reale| redazione@telemia.it

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