Sab. Giu 25th, 2022
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La cerimonia è stata presieduta dal vescovo Attilio Nostro che, nel corso dell’omelia, ha invitato a pregare affinchè la chiesa realizzata dalla Fondazione possa diventare il rifugio di tutte le anime

In occasione del dodicesimo anniversario della morte di Natuzza Evolo in migliaia hanno raggiunto la Villa della Gioia di Paravati per partecipare alle celebrazione all’aperto presieduta dal vescovo Attilio Nostro, per visitare la sua tomba e per sostare in preghiera davanti al Redentore dove una scritta ai piedi della statua recita “Vi aspettavo, nel mio cuore c’è posto per tutti”, nonché davanti alla sacra effige del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, giunta a Paravati il 13 novembre del 1993.

Un atto d’amore la celebrazione di oggi – che ha segnato la ripresa delle attività religiose all’aperto presso la Fondazione – nei confronti di Fortunata Evolo, venuta a mancare all’alba del giorno di tutti i santi dopo una nottata di sofferenze. In quel momento accanto a lei nella sua stanzetta della casa per anziani “monsignor Pasquale Colloca”, dove viveva ormai da diversi anni, c’erano i componenti della sua famiglia e i suoi padri spirituali don Pasquale Barone e padre Michele Cordiano. In quella stessa mattinata del primo novembre 2009 migliaia di persone erano già in fila per rendere omaggio alla loro mamma spirituale che aveva appena concluso il suo ciclo terreno.

Una scia di gente che per tre giorni affollò ogni angolo di Paravati. Un popolo in preghiera silenzioso e composto che commosse il mondo intero. Ai suoi funerali, che vennero celebrati il tre novembre dal vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo, parteciparono, nonostante il vento e la pioggia, migliaia di persone.

Monsignor Nostro, nel ricordare nella corso dell’omelia la figura di Mamma Natuzza a 12 anni dal suo pio transito, ha sottolineato che la missione svolta dalla mistica “è la dimostrazione che Dio non si distrae” ed ha “un progetto per ciascuno di noi”. Parole forti pronunciate a braccio con l’invito ai fedeli a pregare affinchè la chiesa, realizzata dalla Fondazione che considerava la sua sesta figlia, che presto sarà aperta al culto, possa diventare il rifugio di tutte le anime.

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