Sab. Ago 13th, 2022
Annullamento della

condanna senza rinvio per cinque imputati e con rinvio per un

altro, Bruno De Caria, l’ex direttore della Leonia accusato di

aver favorito l’infiltrazione della ‘ndrangheta nella società

mista che si occupava della raccolta dei rifiuti solidi urbani a

Reggio Calabria. Nei suoi confronti, però, sono cadute le accuse

più gravi compresa quella di concorso esterno e di aver

consentito alle cosche di mettere le mani sulla Leonia. Per De

Caria resta un capo di imputazione relativo a un peculato per il

quale una nuova sezione della Corte d’Appello dovrà

rideterminare la pena.

Il processo “Leonia” è nato da un’inchiesta della Dda di

Reggio Calabria che, nel 2012, aveva portato all’arresto di

Giovanni Fontana e dei suoi figli Giandomenico, Francesco,

Giuseppe Carmelo e Antonino. Per loro la Suprema Corte ha

annullato senza rinvio la sentenza di secondo grado emessa nel

luglio 2019 quando Giovanni Fontana era stato condannato a 23

anni e 6 mesi di detenzione per associazione a delinquere di

stampo mafioso. Ritenuto un esponente di spicco dell’omonima

cosca e dopo aver trascorso numerosi anni in carcere per vecchie

vicende relative alla seconda guerra di mafia, Fontana era stato

arrestato nel 2012. Sono state annullate senza rinvio anche le

condanne inflitte dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria ai

suoi figli Antonino (16 anni e 6 mesi), Giuseppe Carmelo e

Francesco (12 anni e 6 mesi) e Giandomenico (11 anni e 6 mesi).

Anche per loro l’accusa era di associazione mafiosa e

intestazione fittizia aggravata dall’articolo 7 della legge

antimafia. La famiglia Fontana era titolare della società Semac

alla quale era stata affidata la manutenzione dei mezzi della

Leonia. Secondo gli investigatori, questo avrebbe garantito alla

‘ndrangheta un costante flusso di denaro che, per i

collaboratori di giustizia, era rappresentava un “fondo cassa” a

disposizione delle cosche reggine.

La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati

Francesco Calabrese, Natale Carbone, Manlio Morcella, Bruno

Poggio, Pasquale Maraguccio, Vincenzo Gennaro, Salvatore

Morabito e Raffaele Manduca.

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