Lun. Gen 17th, 2022

Era ovvio che alla fine andasse così, ovvero che l’Internazionale Democratica Cristiana e di Centro, di cui è Leader lo zio della moglie (l’ex Presidente del Libano Amine Gemayel), affidasse proprio a lui, a Vincenzo Speziali, l’incarico di seguire il dossier di Noi con l’Italia e della Associazione dei Popolari -di cui è Coordinatore Regionale Federativo congiunto in Calabria- al fine di sancire l’intesa definitiva tra le due formazioni italiane, quindi permettere a questo soggetto politico di accedere all’organizzazione mondiale dei DC e di conseguenza a quella Europea, cioè il PPE. Non che avesse bisogno di ciò, l’eterno Speziali (avrà preso questa abitudine frequentando Andreotti…) per essere incisivo nel dare patenti di democristianita`, ma tant’è e la cosa, certamente, lo lusinga, anche sapendo di dover affrontare le pastoie burocratiche del caso, delle quali è un esperto, non solo per aver ricoperto il ruolo di membro dell’Ufficio Politico di tale organizzazione transnazionale più volte (oggi lo è ancora in virtù dell’indicazione del Partito Libanese dei suoi familiari, il quale è entrato proprio grazie ai suoi buoni uffici con l’allora Presidente Pierferdinando Casini), bensì anche per le varie scissioni dello scudocrociato, succedutesi dal 1994 in poi. Quando qualcuno gli fa notare che ciò sembra essere una maledizione, lui risponde sempre <<ma per carità, non dite sciocchezze>>, quasi fosse un mantra, a cui crede fermamente e che scaccia con forza -la forza della coerenza che non lo abbandona mai- e continua imperterrito, a dialogare, modulare, smussare e mediare, alla ricerca della sintesi, dicendo << Non è un vizio, semmai una virtù. Democristiana!>>. Certo, sono quotidiani i suoi incontri in Calabria e in Italia, dove tenta di fare convergere tutti, alla fine, in un unico contenitore, poiché crede fermamente nei Partiti e non nasconde l’avversione per il nuovismo, pure se soggiunge: <<Non mi si faccia passare per un conservatore, poiché non lo sono e come diceva Moro, l’avvenire non è né dei tiranni di sinistra, né dei conservatori. Il domani lo si interpreta, per quanto giustamente legati alle migliori tradizioni, attraverso l’attuazione di quella meravigliosa e rivoluzionaria dottrina che è il cristianesimo, seppur praticato laicamente, nella società, altrimenti questo Paese non si salverà. Lasciamo quindi che i morti seppelliscano i morti, perché noi siamo e vogliamo rappresentare il futuro>> . Detto ciò, quindi, riparte a diffondere ecumenismo politico, senza mai stancarsi o abbattersi, ma con la ripresa del fiato, tipica di un corridore. Chiaramente, oggi, non è solo e tra l’altro non lo è mai stato, ma adesso più che mai, in quanto ha la sua famiglia (non solo di origine) alle spalle e con lui, perché come tutti sanno i Gemayel contano nella politica, anche all’estero, essendo da più parti definiti i Kennedy del Medioriente, per presidenti, ricchezze e lutti. Vai a scalfire uno così, non solo preparato ovvero accettato da coloro che dialogano e interagiscono con lui, riuscendo ad ergersi non come un cacicco, bensì da <<consumato democristiano d’annata>>. Lo ha detto proprio la sera del collegamento da Beirut, assieme al Presidente Gemayel, che avrebbe conseguito il risultato in favore di Maurizio Lupi, per il quale sta tessendo anche la tela per le strategie organigrammatiche regionali:vuoi vedere che sta preparando e gli riuscirà un colpo “Giulio”?

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