Ven. Mag 27th, 2022
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Sono Giuseppe Aloe per la sezione Narrativa e Pino Ippolito Armino e Paolo De Luca (ex aequo) per la sezione Saggistica intitolata al compianto fondatore Aldo De Leo, i vincitori della 17^ edizione del premio letterario “Città di Siderno” la cui cerimonia di premiazione avrà luogo domenica 19 dicembre alle 18 nella sala conferenze dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Marconi” di Siderno.

Ne ha dato notizia il comitato organizzatore presieduto da Mimmo Catalano nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo stamani nello spazio culturale “MAG. La ladra di libri” di Siderno.

Erano presenti, oltre a Catalano, alcuni membri del comitato organizzatore come Aldo Caccamo e Graziella Multari, e della giuria (che vede nell’illustre figura di Walter Pedullà il presidente onorario), tra cui Pina Cappelleri Polverari e Antonio Florenzano.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente Catalano ha salutato con gioia il ritorno alla consegna del premio letterario «dopo lo stop del 2020 dovuto all’emergenza Covid. Oggi – ha aggiunto – iniziative come queste danno il senso del progressivo ritorno alla normalità ed evidenziano come sia indispensabile puntare sempre di più sulla cultura per una crescita sociale della nostra comunità. Anche quest’anno – ha proseguito – c’è stata grande partecipazione e sono pervenute ben 960 opere, vagliate da una giuria di persone competenti e libere, che in maniera autonoma hanno inteso pronunciarsi. Ecco perché – ha concluso – abbiamo voluto sfidare il clima d’incertezza imperante, realizzando questa manifestazione, proseguendo nel solco del cammino tracciato dall’indimenticato fondatore Aldo De Leo.

Proprio al primo presidente De Leo è intitolato il premio per la sezione Saggistica. Dopo lungo e appassionato confronto, la giuria ha deciso di pronunciarsi per una vittoria ex aequo di due opere molto diverse tra loro ma ugualmente interessanti. Si tratta del saggio storico “Storia della Calabria Partigiana” di Pino Ippolito Armino (Pellegrini editore Cosenza, 2019) e del saggio giornalistico e attualissimo “L’inganno necessario” del giornalista ex Rai Paolo De Luca (Laruffa editore Reggio Calabria, 2020) in cui è stato approfondito il tema dell’uso della propaganda politica. I due si divideranno il premio di mille euro.

Unanimità sulle prime tre opere classificate anche nella giuria della sezione Narrativa, sulle quali si è soffermata la giuria rappresentata dalla professoressa Cappelleri. Ha vinto Giuseppe Aloe, autore di “Lettere alla moglie di Hagenbach” (Rubbettino Soveria Mannelli, 2020) incentrato sulla figura di un criminologo illustre che, consapevole di andare incontro a demenza senile, tenta di resistere e mantenere salde le sue facoltà mentali. «Un romanzo – ha detto la professoresssa Cappelleri – scritto con un linguaggio sobrio, lucido, severo e una struttura sintattica elegante nella sua semplicità».

Secondo Domenico Dara con “Malinverno” (Feltrinelli Milano, 2020) in cui si racconta la storia di un bibliotecario e guardiano del cimitero che racconta i propri sogni e i propri desideri con uno stile elegante e un linguaggio accurato.

Terzo premio per “Un tempo gentile” di Milena Agus (Nottetempo Milano, 2020) che racconta una storia di donne sarde che accolgono migranti in fuga da guerra e carestie. «Un libro – ha detto la professoressa Cappelleri – che abbatte il muro del pregiudizio e la cui narrazione può essere tranquillamente accostata alla vicenda della Riace di Mimmo Lucano».

Al primo classificato andrà un premio da 1000 euro; 500 euro a testa per secondo e terza.

Alla cerimonia di premiazione, in programma domenica 19 interverranno, oltre agli autori premiati, il cantante Amerigo Marino e il poeta Martino Ricupero.

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