Dom. Giu 26th, 2022
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Reggio, affari con le cosche? La Dda chiede 66 anni di carcere

Battute finali per il processo “Monopoli”. I pm antimafia Stefano Musolino e Walter Ignazitto hanno ricostruito le fasi salienti dell’indagine, soffermandosi soprattutto sulle figure di Michele Surace, Andrea Francesco Giordano e Carmelo Ficara e hanno ultimato la loro requisitoria con la richiesta più pesante che è stata formulata nei confronti dell’imputato Michele Surace (15 anni di reclusione), accusato di associazione mafiosa; tredici anni di carcere, invece, sono stati chiesti per Andrea Francesco Giordano. Secondo la Procura antimafia, i due imputati sarebbero gli «imprenditori di riferimento» della cosca Tegano e degli altri clan di ’ndrangheta; avrebbero interloquito con personaggi apicali delle varie articolazioni territoriali della ’ndrangheta concordando le strategie necessarie a investire i proventi illeciti e assicurare la partecipazione delle consorterie nel settore immobiliare e del gioco del bingo. Il tutto avvalendosi della forza d’intimidazione mafiosa, per lavorare in condizione di monopolio. Dodici anni di reclusione, invece, i due pm li hanno chiesti per il noto imprenditore Carmelo Ficara, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i pubblici ministeri, Ficara «stringeva un patto sinallagmatico» con la cosca De Stefano e attraverso questa «espandeva le sue attività economiche a carattere speculativo immobiliare, imponendosi come uno dei principali imprenditori cittadini in tale settore, consentendo alla ‘ndrangheta d’infiltrarsi nella gestione di tali attività economiche lecite».

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