Ven. Ago 12th, 2022
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Nelle motivazioni si parla di “furbizia, travestita da falsa innocenza” dell’ex sindaco, condannato a 13 anni e 2 mesi. La replica dell’ex sindaco: “Condannato sulla base di cose non vere”

“Lucano, da dominus indiscusso del sodalizio, ha strumentalizzato il sistema dell’accoglienza dei migranti a beneficio della sua immagine politica”. E’ quanto hanno scritto i giudici nelle motivazioni della condanna a 13 anni di Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace (Reggio Calabria). Un’organizzazione “tutt’altro che rudimentale – si legge ancora – che rispettava regole precise a cui tutti si assoggettavano”.

Nelle motivazioni si legge ancora: “Domenico Lucano, dopo aver realizzato l’encomiabile progetto inclusivo dei migranti, che si traduceva nel cosiddetto Modello Riace, invidiato e preso ad esempio da tutto il mondo, essendosi reso conto che gli importi elargiti dallo Stato erano più che sufficienti, piuttosto che restituire ciò che veniva versato, aveva pensato di reinvestire in forma privata gran parte di quelle risorse, con progetti di rivalutazione del territorio, che, oltre a costituire un trampolino di lancio per la sua visibilità politica, si sono tradotti nella realizzazione di plurimi investimenti”.

“Nulla importa che l’ex sindaco di Riace sia stato trovato senza un euro in tasca – come orgogliosamente egli stesso si è vantato di sostenere a più riprese – perché ove ci si fermasse a valutare questa condizione di mera apparenza, si rischierebbe di premiare la sua furbizia, travestita da falsa innocenza, ignorando pero’ l’esistenza di un quadro probatorio di elevata conducenza, che ha restituito al Collegio un’immagine ben diversa da quella che egli ha cercato di accreditare all’esterno”, scrive il presidente del Tribunale di Locri, Fulvio Accurso, nelle motivazioni della condannato di Mimmo Lucano a 13 anni e 2 mesi.

Lucano: “Condannato sulla base di cose non vere”

 “Non mi aspettavo complimenti ma neanche che il tribunale mi condannasse sulla base di cose non vere”. E’ il commento di Lucano alle motivazioni della sentenza. “Le risultanze del processo – ha aggiunto – dimostrano altro. È tutto molto strano. Dal processo non si evince per nulla l’interesse economico. Perché devo subire quest’aggressione mediatica basata su accuse infondate? Si infanga ancora una volta la mia immagine ma io non voglio che la gente abbia dubbi su di me. Aspetto di consultarmi con i miei avvocati per l’appello. Sono sicuro che dimostrerò la mia innocenza”.

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