Sab. Dic 10th, 2022

Valentina Laganà, psicologa e portavoce del Coordinamento dei caffè Alzheimer della Calabria, esprimendo soddisfazione per l’approvazione della delibera di Giunta Caffè Alzheimer, ha espresso la volontà «di metterci a disposizione dell’assessore, della giunta e dei vari ambiti territoriali che poi dovranno scrivere e presentare i progetti, per offrire il nostro know how e l’esperienza maturata in questi anni di lavoro, sempre a stretto contatto con i centri specializzati e la Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP)».

«Nel 2018 – ha spiegato Laganà – in Calabria è nato il coordinamento regionale degli Alzheimer caffè. Abbiamo costruito una rete che punta alla diffusione di un modello di assistenza per le persone con demenza e i loro familiari. Apprendere dell’approvazione della delibera di Giunta “Caffe’ Alzheimer” ci rende fieri di appartenere ad una terra che si preoccupa della presa in carico delle fragilità, riconoscendo l’importanza di un servizio che, pur avendo un relativo basso costo economico, ha un impatto significativo sulla vita delle persone che ne usufruiscono».

«Nello scorso ottobre, proprio nell’ambito del congresso regionale AIP, abbiamo dedicato una sessione proprio ai Caffè, per fare il punto sullo stato dell’arte all’uscita della pandemia. Quello che è emerso dalle relazioni delle dottoresse Federica Gottardi (Coordinamento Lombardia Orientale; AIP) e Francesca Arosio (Alzheimer Italia) è che le attività non si sono fermate neanche durante il lockdown, hanno solo cambiato forma: sono diventate gruppi whatsapp, videochiamate, videomessaggi, laboratori virtuali. Appena è stato possibile – ha spiegato la portavoce – , i caffè hanno ripreso a rincontrarsi, anche in maniera più sporadica e informale, proprio come un gruppo di vecchi amici che hanno sentito la mancanza l’uno dell’altro».

«È proprio questo quello che ci piacerebbe trasferire agli organi politici e amministrativi, al di là dei dati in nostro possesso: quello che non si può  misurare, ma che puoi sentire, che puoi vivere, che tocca  – ha concluso – qualche corda del tuo essere e ti fa sentire di essere nel posto giusto, anche se la memoria fa i capricci».

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