Sab. Nov 26th, 2022

Il pubblico, in piedi, rende omaggio con un interminabile applauso ai musicisti e ai tangheri che hanno concluso una serata straordinaria per il Festival Insegui l’Arte. La sesta, e i riconoscimenti alla qualità lievitano ogni giorno sempre di più, grazie all’esperienza e alla determinazione di due giovani visionari che non mollano mai: Josephine Carioti, direttore artistico, e Alessandro D’Acrissa. La magia della letteratura, scritta e a fumetti, illumina la prima parte della serata, con la presentazione del libro L’ultimo Drago d’Aspromonte, scritto da Gioacchino Criaco e illustrato da Vincenzo Filosa. Stimolati dal giornalista Saverio Fontana, i due autori non si limitano a esporre le caratteristiche della loro Graphic Novel, che tanto successo sta ottenendo, ma donano un’appassionata lezione di Letteratura, che parte dalla Chanson d’Aspremont per arrivare fino a oggi, e un emozionante racconto di quelle risorse di cui la Calabria è ricca e molto spesso nemmeno i calabresi conoscono. Il pubblico, stregato, applaude ripetutamente. Criaco non fa mancare l’accorato racconto dei suoi sentimenti durante i drammatici giorni dell’Agosto scorso: “IL mio impegno più importante è la difesa dell’Aspromonte, perché è una madre che ci ha difeso per migliaia di anni e merita il nostro sacrificio. Abbiamo trascorso un’estate terribile. Ciò che più addolorava, però, era vedere che, mentre morivano querce con cinquemila anni di storia, gli intellettuali, gli acculturati calabresi, non capivano la gravità. Eppure io lo scrivevo già da Febbraio che c’era questo rischio”. Interessante è la chiave di lettura che l’autore aspromontano ne dà:”Da quando l’Aspromonte inizia ad essere un luogo che si racconta con la cultura, con la bellezza, con la maestosità dei boschi, iniziano gli attacchi. In un mese accade un disastro epocale, la perdita di un terzo della sua ricchezza. Non è casuale, c’è chi non vuole che noi possiamo vivere in un posto normale, bello”.

Colpita ed emozionata dalle parole di Criaco interviene il direttore artistico Carioti: ”Io, Badolato, il Festival e Gioacchino Criaco abbiamo un comune sentire. Siamo stati in contatto per tutta l’estate, ci è stato vicino quando abbiamo dovuto annullare il Festival per gli incendi. Anche noi, come lui, non siamo stati capiti”.

La serata prosegue nella magia delle note del Duettango X 5, con i maestri Filippo Arlia, Giovanni Zonno, Salvatore Russo, Marco Gemelli ed Enrico Corapi che deliziano con virtuosismi musicali, e i tangheri Ciccio Aiello e Ida Luchetta, che ammaliano l’intera platea con personalità, costruendo il tango attraverso l’improvvisazione, perché ballano nella sala, fra gli spettatori, in un ambiente che non conoscono. Adiós Nonino, Libertango, Milonga del Ángel, Enrico IV e tante altre esibizioni emozionano il pubblico a tal punto che, in piedi, chiedono agli artisti di uscire e concedere il bis. Ai saluti finali del direttore artistico segue una lunga standing ovation che corona una serata da sogno vissuta fra Draghi, Manga e Milonghe.

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