Lun. Ago 15th, 2022
 Il ricorso è firmato dal presidente e

avvocato Erich Grimaldi e dall’avvocato Valentina Piraino. Si

annulla quindi la Circolare del Ministero della Salute

aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, oltre a

prevedere la “vigilante attesa” nei primi giorni d’insorgenza

della malattia, pone anche indicazioni di non utilizzo di tutti

i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina

generale per i pazienti affetti da Covid.

Per il Tar, “in disparte la validità giuridica di tali

prescrizioni, è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire

secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa

l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della

professionalità e del titolo specialistico acquisito. La

prescrizione dell’AIFA, come mutuata dal Ministero della Salute,

contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico

e con la sua deontologia professionale, imponendo, anzi

impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente

ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia

COVID-19 come avviene per ogni attività terapeutica”. La

conclusione è che “il contenuto della nota ministeriale,

imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche,

si pone in contrasto con l’attività professionale così come

demandata al medico dalla scienza e deontologia professionale”.

“Finalmente un punto fermo a una battaglia che portiamo

avanti da due anni, è la fine della vigile attesa – ha

commentato l’avvocato Grimaldi – per dimostrare che le linee

guida ministeriali fossero di fatto uno strumento per vincolare

i medici di medicina generale alle eventuali responsabilità che

derivano dalla scelta terapeutica. Il Governo, andando a

vincolare i medici, ha di fatto privato i cittadini delle cure

domiciliari precoci, paralizzando la sanità territoriale, e

portato al collasso il sistema ospedaliero, con le drammatiche

conseguenze che migliaia di famiglie conoscono purtroppo molto

bene”.

“Le scelte terapeutiche sono da sempre un dovere e un diritto

dei medici, eppure chi ha curato a casa è stato ingiustamente

bistrattato e accusato più volte di agire in malafede – ha

aggiunto la portavoce di CDC-19, Valentina Rigano – invece di

ascoltare e recepire le costanti richieste di collaborazione che

abbiamo più volte proposto al Ministero, per trovare una

soluzione comune all’emergenza, chi ha preso decisioni ha

ignorato le capacità e l’esperienza di migliaia di medici.

Questa decisione cristallizza una volta per tutte quale sia il

ruolo del medico di medicina generale, ovvero agire e non

lasciare i malati Covid ad attendere l’evolversi della

malattia”.

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