Ven. Mag 27th, 2022
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Si è concluso con la condanna a 12 anni e 8 mesi di reclusione di Cosimo Giuseppe Ruga il processo di appello bis scaturito dall’operazione “Confine 2”. Nel tardo pomeriggio di ieri la Corte di assise di appello di Reggio Calabria, in riforma della sentenza emessa in primo grado che aveva condannato l’imputato a 24 anni di reclusione, ha giudicato il 71enne Ruga di Monasterace colpevole di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di altri reati, escludendo le aggravanti, mentre lo ha assolto dall’accusa di partecipazione a un’associazione per delinquere di stampo mafioso.

La Procura Generale, con il sostituto Massimo Riva, aveva concluso con la richiesta di condanna a 12 anni di reclusione in relazione ai reati di estorsione, danneggiamento e lesione, mentre aveva chiesto l’assoluzione dal reato di associazione per delinquere di stampo mafioso e l’esclusione delle aggravanti dell’agevolazione mafiosa per gli altri reati, richiamando sul punto la motivazione della Cassazione che ha annullato con rinvio la precedente sentenza di secondo grado, rilevando la carenza di gravità indiziaria per l’attuale operatività della presunta associazione criminosa “Ruga”.

La difesa del Ruga, composta dagli avvocati Giuseppe Gervasi e Marcello Manna, ha chiesto l’intervenuta prescrizione per il reato di lesione personale, l’applicazione del beneficio del reato continuato come già riconosciuto all’esito del primo grado, che non era stato oggetto di impugnazione delle parti, quindi una pena contenuta nel minimo di legge.

La difesa ha sostenuto l’insussistenza di elementi a riscontro sulla presunta operatività di una consorteria criminosa denominata “Ruga” negli anni oggetto di contestazione dell’inchiesta della Procura antimafia reggina, riportandosi alle motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio per un nuovo esame, in particolare, laddove si è rilevato che sebbene risulti «indubbia l’esistenza della cosca Ruga», dominante secondo gli inquirenti nel territorio con al centro Monasterace, «in quanto accertata e riconosciuta come organizzazione ‘ndranghetistica in diverse sentenze definitive, che ne hanno ricostruito l’operatività a partire dagli anni 80 sino al 2011», non altrettanto, evidenzia la Corte «può dirsi per il periodo successivo, in particolare, per il periodo dal gennaio 2011 al dicembre 2014 cui si riferisce l’imputazione».

All’esito della lettura del dispositivo di sentenza la difesa di Cosimo Giuseppe Ruga, nello specifico l’avv. Giuseppe Gervasi, ha anticipato l’impugnazione della decisione dei giudici reggini, evidenziando che, a loro avviso, il reato di lesioni sarebbe già prescritto, mentre l’avvenuta riqualificazione da agevolazione a metodo mafioso non risponderebbe ai dettami della Cassazione, w quindi sul punto sarà formulato motivo di ricorso.

Nel processo “Confine 2” Cosimo Giuseppe Ruga (cl. 1951) è stato già assolto in via definitiva dall’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio del fratello Andrea Ruga.

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