Ven. Mag 27th, 2022
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A Locri una donna si spaccia per operatrice della Protezione civile introducendosi nelle case dei malcapitati per compiere furti

 Sono diverse le segnalazioni circa una presunta intollerabile truffa: il falso tampone a domicilio. Una presunta infermiera, spacciandosi per operatrice della Protezione civile, si sarebbe presentata in questi giorni presso alcune abitazioni di Locri, Ardore e Bovalino, con il pretesto di effettuare fittizi tamponi del coronavirus.

Le vittime prescelte, infatti, sarebbero specialmente persone anziane. Si tratterebbe nient’altro che di una scusa per intrufolarsi in casa dei malcapitati per effettuare dei furti, oppure per richiedere il pagamento delle spese per il falso tampone. Quando le persone si sono rese conto della truffa hanno segnalato i fatti alle Forze dell’ordine del territorio. La denuncia è stata anche sollevata direttamente dall’assessore comunale alle Politiche sociali del Comune di Locri.

Da un approfondimento dell’indagine poi è stato accertato che gli sciacalli del Covid-19 si erano mossi in altri centri della Locride, come Ardore e Bovalino. Ma è probabile che simili fatti siano successi anche in altri territori del comprensorio locrideo e si sta investigando in tal senso. I cittadini devono sapere che al momento nessun operatore sanitario, di alcuna organizzazione o associazione, sta effettuando tamponi a domicilio. Se a qualcuno capita di ricevere la visita dei sedicenti operatori non deve fare entrare nessuno in casa e non esitare a chiamare le Forze dell’ordine.

Purtroppo può capitare che i soliti sciacalli siano pronti ad approfittare di situazioni di inquietudine e disagio, che ovviamente rendono le persone più vulnerabili: da chi specula sui prezzi di disinfettanti e mascherine a chi tenta di vendere falsi test per il virus o fantomatici vaccini, a chi si intrufola in casa con la scusa del falso tampone.

Le Autorità competenti sono in piena attività di controllo e per sanzionare severamente coloro che speculano su una grave emergenza mondiale. Per quanto successo nella Locride, anche il direttore generale del Dipartimento di Protezione Civile regionale, Fortunato Varone, tiene a precisare che “tutto l’operato delle associazioni di Protezione Civile viene svolto a titolo gratuito e, in ogni caso, sono in corso gli accertamenti dei fatti denunciati che ledono l’immagine della Protezione Civile impegnata con passione e spirito di abnegazione sul territorio”.

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