Lun. Mag 23rd, 2022

“Vorrei chiarire che la mia decisione di istituire la ‘zona rossa’ a Platì non è stata punitiva. Ho ricevuto dal dipartimento di prevenzione dell’Asp la richiesta di istituire venti ‘zone rosse’ in altrettanti Comuni della provincia di Reggio Calabria. Ma appena mi sono insediato ho modificato le regole: ho detto che avrei guardato il numero dei contagi, ma soprattutto quello dei vaccinati”.

Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo al consiglio comunale straordinario convocato oggi a Platì (Reggio Calabria) dopo i gravi atti intimidatori degli scorsi giorni contro l’amministrazione locale.

“Come sappiamo abbiamo una rete ospedaliera fatiscente e i ricoveri in questa rete, sia in area medica che in terapia intensiva, sono dovuti soprattutto ai non vaccinati. A Platì c’era un alto numero di contagi e un bassissimo numero di vaccinati, il 30%.
Peraltro in controtendenza rispetto a quello che stava succedendo in Calabria nelle ultime settimane. Perché, per grande senso di responsabilità dei calabresi, la nostra Regione dal primo di dicembre – da quando il commissario Figliuolo ha dato i target alle singole Regioni nell’ambito delle vaccinazioni – è la prima d’Italia per incremento sui target.
Abbiamo superato il Veneto, la Lombardia, stiamo vaccinando i ragazzi nelle scuole grazie al contributo dei genitori degli studenti, che se sono medici o infermieri vanno a scuola nei pomeriggi a vaccinare i propri figli e i loro compagni.
Abbiamo costruito un canale parallelo delle vaccinazioni e per questo ci stanno imitando anche le altre Regioni. Il che significa che a volte la Calabria riesce a essere un esempio di eccellenza. Quando c’è l’impegno dello Stato e questo impegno è deciso e determinato.
A Platì, purtroppo, c’era una percentuale di vaccinati molto bassa e io non me la sono sentita di girarmi dall’altra parte, di far finta che tutto fosse normale, e ho voluto dare un segnale. Ripeto, non un segnale punitivo. Ma un segno delle istituzioni che afferma i diritti ma pretende anche il dovere.
Platì non è zona franca, ma una comunità che ha gli stessi diritti, a volte negati dallo Stato, ma anche gli stessi doveri”.

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