Mer. Ago 17th, 2022
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Il tema dell’alta velocità deve essere affrontata in Consiglio. La proposta di inserire il progetto Fs nell’ordine del giorno della prossima seduta del civico consesso arriva dai consiglieri di centrodestra, primi firmatari Massimo Ripepi e Demetrio Marino. Operazione a sostegno dell’attuazione della linea ferroviaria di Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria: realizzazione lotto 7) Gioia Tauro-Reggio.

In Consiglio i rappresentanti della minoranza intendono esprimere «il più categorico dissenso rispetto al progetto proposto da RFI ed al vaglio in questi giorni, rilevando che lo stesso porrebbe fuori dai collegamenti veloci nazionali non solo Reggio e l’intera Città Metropolitana, ma la Sicilia stessa, a partire dalla dirimpettaia Messina». L’iniziativa punta ad un obiettivo: «la richiesta che presentiamo al sindaco è quella che si faccia interprete della necessità della Città Metropolitana e del Comune di Reggio di dare attuazione in tempi rapidi ai progetti della “Alta Velocità” Salerno-Reggio Calabria; che richieda un tavolo tecnico-istituzionale al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, con una delegazione di amministratori del territorio, per rappresentare direttamente e con fermezza, le motivazioni tecniche e politiche alla realizzazione dell’opera».

Argomentano i consiglieri di minoranza: «Il Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) ha investito sull’alta velocità, che rappresenta uno dei principali strumenti per unire l’Italia, riservando un’attenzione speciale al Sud, al quale è destinato il 56% delle risorse previste dal Pnrr sulle infrastrutture. Su un totale di 62 miliardi di euro, 34,7 dovrebbero infatti essere investiti nel Mezzogiorno, con un focus quindi sulle ferrovie (veloci ma anche regionali) e sui trasporti sostenibili. Il potenziamento della tratta ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria è da tempo trascurato nell’ambito della pianificazione infrastrutturale del Paese. Ma Senza di essa, manca un nodo importante nell’Alta Velocità italiana».

Spiegano i rappresentanti dell’opposizione: «La nuova infrastruttura una volta ultimata, permetterebbe di sviluppare nuovi flussi di viaggiatori lungo l’asse nord-sud del Paese, a beneficio dei collegamenti da e per la Sicilia e dunque per le aziende del Sud. In seconda battuta, favorirebbe il traffico anche verso il Porto di Gioia Tauro, distretto economico in constante crescita».

Ma le notizie rispetto al progetto non sono tanto rassicuranti: «Si è appreso che il progetto di fattibilità prevede l’inserimento del lotto 1a, Battipaglia-Romagnano, nel PNRR per un percorso di 40 km su 445 complessivi previsti e non porta a Reggio. Il lotto riguarda la tratta ferroviaria che da Battipaglia punta verso est, anziché verso la Calabria. Condurrà a Romagnano, località situata lungo il nuovo itinerario ferroviario per Potenza; da qui la nuova linea proseguirà verso la costa ionica, raggiungendo Metaponto e Taranto»: Insomma «Reggio è stanca di essere messa sempre all’ultimo posto, ed è per questo che occorre combattere su tutti i fronti per far valere i propri diritti e finalmente poter trovare lo sbocco economico che le spetta e che finora le è stato di fatto impedito».

Le contraddizionidel progetto

Le rilevazioni rispetto al progetto che Fs sta tracciando lasciano perplessi. Infatit le scelte adottate non puntano sulla Calabria «Come diretta conseguenza, il progetto ipotizzato da RFI prevede un tempo di percorrenza, da Roma a Reggio di 3 ore e 40 minuti, mentre la vera alta velocità dovrebbe ridurre lo stesso a 3 ore per potersi considerare una infrastruttura veramente al servizio di tutto il sud, Sicilia compresa». I consiglieri sottolineano «che il Def 2020 ha introdotto la necessità di “garantire, a tutte le principali aree urbane dell’Italia peninsulare, tempi di accesso a Roma su ferrovia non superiori a quelli oggi garantiti dal sistema AV sulla sua tratta di maggior lunghezza, la Torino-Roma, percorsa in circa 4 ore e 30».

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