Ven. Dic 2nd, 2022

Bivongi perde Salvatore Tassone, l’ultimo eroe della seconda guerra mondiale, morto nella giornata di ieri all’età di 98 anni. Suo il tricolore che svetta da qualche anno sulla nave “Giuseppe Garibaldi”, la portaerei C551 della flotta navale militare Italiana, e che gli ha consentito di ottenere il grado di “Comandante onorario”. Un’onorificenza ottenuta, oltre che per il singolare dono della bandiera, anche per la sua fedeltà e l’attaccamento alla Marina Militare di cui, con la mansione di furiere, ne fece parte per tre anni durante la seconda guerra mondiale.

Una militanza che Tassone ostentava con fierezza in tutte le manifestazioni civili e religiose con giacca e berettino blu di ex combattente della Marina Militare Italiana e con mostrine della nave di cui er a comandante ad honorem. Salvatore Tassone si considerava un superstite dei bombardamenti di Taranto del 28 e 29 agosto 1943 un evento che descriveva con commozione soprattutto quando accennava ai commilitoni morti intorno a lui sulla nave Scipione Africano.

E’ stato lui stesso, in quella triste circostanza, a telegrafare la notizia al Comando Militare di Guerra. Una circostanza che gli ha consentito di ricevere il distintivo della “Guerra di Liberazione” con tre stellette e il nastrino con tre fascette che, con orgoglio, teneva sempre in mostra sul petto. Salvatore Tassone non è stato solo un combattente e un marinaio ma un attento e paziente documentarista fino al punto di fondare, proprio a Bivongi, il Museo Storico dell’Emigrazione e della Marina Militare Italiana.

Tassone ha anche fatto dono di particolari e rari documenti all’archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare Italiana di Roma e all’archivio storico della Diocesi di Locri-Gerace; materiale ritenuto dagli addetti ai lavori di particolare interesse per gli atti e le fotografie raccolte e ora fonte di ricerca e di studio per gli storici. Il tema dell’emigrazione è stato anche il filo conduttore della sua esistenza. Molto vicino agli emigrati bivongesi e calabresi. Nel 1980 aveva organizzato per loro un volo speciale con tre aerei dell’Alitalia per portare in Argentina  le reliquie e il mantello di San Francesco di Paola.

Giorgio Metastasio

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