Dom. Ago 7th, 2022
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L’ipotesi è che i membri di un’organizzazione operante nella provincia di Crotone – attestando con false dichiarazioni il possesso dei previsti requisiti di legge – abbiano ottenuto indebite percezioni di carburante agricolo a prezzo agevolato

Nella mattinata di oggi 11 febbraio i carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro e quelli del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, con il supporto dei carabinieri dei Comandi Provinciali di Catanzaro e Crotone, hanno dato esecuzione a 11 ordinanze di misure cautelari personali e ad un decreto di sequestro di somme e beni di valore per equivalente (per oltre 600mila euro), emessi dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura. Il decreto di sequestro è stato adottato nei confronti di una società di Cirò Marina – della quale sono titolari due degli imprenditori arrestati – attiva nella distribuzione di carburanti e la sospensione della relativa autorizzazione.

I provvedimenti custodiali (7 arresti domiciliari; 1 obbligo di firma; 3 interdizioni temporanee dal pubblico ufficio) riguardano undici soggetti indagati per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per delitti di falso e di accesso abusivo ai sistemi informatici della Regione Calabria.

Le ipotesi di reato

L’ipotesi è che i membri di un’organizzazione operante nella provincia di Crotone – attraverso la fattiva collaborazione di 3 funzionari regionali – attestando con false dichiarazioni il possesso dei previsti requisiti di legge (quali la disponibilità di aree agricole, in alcuni casi di proprietà del demanio dello Stato e marittimo, ed il possesso di mezzi d’opera per la lavorazione e coltivazione delle stesse), abbiano ottenuto indebite percezioni di carburante agricolo a prezzo agevolato, gravato da accisa ridotta, che è stato successivamente immesso sul mercato nero a prezzo chiaramente concorrenziale (circa la metà del prezzo standard), per scopi diversi dall’utilizzo in agricoltura, in particolare per essere utilizzato per i motori “da strada”.

Nello specifico, nel corso delle indagini è emerso che era stata dichiarata come terreno coltivato da alcuni indagati anche l’area dell’aeroporto Sant’Anna di Crotone e la spiaggia di Isola Capo Rizzuto. Altri terreni di proprietà demaniale sono stati dichiarati coltivati dalle aziende agricole: come quelli del comune di Taverna intestato all’Azienda di Stato per le Foreste demaniali, un terreno di Casali del Manco di proprietà della Regione Calabria ed altre aree del Comune di Isola Capo Rizzuto. Il procedimento pende attualmente nella fase delle indagini preliminari.

I nomi

I sette finiti ai domiciliari, nella fattispecie, sono imprenditori agricoli di Scandale, Isola Capo Rizzuto, Crucoli, Cirò Marina. I tre funzionari regionali sospesi dal servizio sono di Crotone, Crucoli e Melissa, in servizio nella sede di Crotone dell’ufficio «Utenti motori agricoli».

Arresti domiciliari

Roberto De Fazio, 42 anni, di Scandale
Alessandro Bianco, 39 anni, di Isola Capo Rizzuto
Francesco Ranieri, 48 anni, di Isola Capo Rizzuto
Saverio Flotta, 39 anni, di Crucoli
Mariantonia Capasso, 67 anni, Cirò Marina
Graziano Vulcano 40 anni, di Catanzaro e residente a Cirò Marina
Antonio De Meco 55 anni, di Isola Capo Rizzuto

Interdizione per i funzionari della Regione

Cesario Ottone 64 anni, di Crotone
Angelo Lonetti 50 anni, di Catanzaro, residente a Melissa
Natale Pacenza 61 anni, residente a Crucoli

Indagati altri 2 dipendenti della Regione

Altri due dipendenti della Regione sono indagati senza che nei loro confronti, al momento, sia stato adottato alcun provvedimento.

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