Dom. Ago 14th, 2022

Il borgo antico di Siderno superiore sta diventando un piccolo gioiello dell’entroterra ionico ma , per il suo reale rilancio, necessiterebbe di maggiore sinergia e più incisività. In questi ultimi anni gran parte del suo “sviluppo”, quantomeno sul piano dell’immagine, si deve a due associazioni che stanno curando in maniera ottimale alcuni degli aspetti attrattivi del centro antico. In primis l’Associazione ” Pajisi meu ti vogghiu beni” presieduta da Claudio Figliomeni, e poi il Comitato ” Pro Piazza Cavone” presieduto da Aldo Caccamo che ha reso l’omonima piazza ubicata proprio all’ingresso del centro storico un piccolo angolo di paradiso da dove, peraltro, si domina l’intero territorio comunale sidernese. A Siderno superiore si arriva dalla strada provinciale che porta ad Agnana e Canolo ma si potrebbe arrivare anche da una strada panoramica che parte dallo svincolo della nuova SS. 106. Però questa strada è pericolosamente sconnessa e sono in molti ad auspicare che gli organismi competenti si rendano conto della necessità di ripristinarla anche perchè si snoda in un paesaggio d’altri tempi , scenario ottimale di un territorio ancora abbastanza aspro. Anche in questa direzione servirebbe più incisività per dare spinta alla soluzione di questo problema. La forza di Siderno superiore sta anche nella sua storia medievale, nei suoi palazzi nobiliari – tra i più noti Palazzo De Moja dove spesso, grazie soprattutto a Claudio Figliomeni, si organizzano mostre e convegni e Palazzo Falletti,, il palazzo nobiliare della storica Famiglia Falletti, dove esiste un portone sormontato da uno stemma in pietra scolpita che risale al 700 e che è stato dichiarato monumento nazionale Sul suo territorio due Chiese “attive” la prima, quella certamente più importante, di S.Nicola ubicata al centro del borgo a quattro passi dall’omonima piazza e la seconda quella di S.Maria dell’Arco che e’ collocata nella parte alta del centro storico .La prima di origine normanna risale al XI secolo, nel 1664 fu promossa ad Arcipretura, conservando il titolo greco –bizantino del Protopapale. Nel 1472 , la porta d’ingresso della chiesa fu orientata ad oriente. Poche centinaia di metri più in alto la chiesa di S.Maria dell’Arco, che risale al 1536. E’ stata danneggiata dal terremoto e poi ricostruita. Al suo interno si puo’ ammirare una statua lignea della Madonna della Pace realizzata dal compianto Giuseppe Correale e un quadro importante della Madonna dell’Arco. Ma in altri tempi il borgo aveva anche altre Chiese che sono state, purtroppo, distrutte dalle intemperie e dalla incuria. E’ rimasta, però una particolarmente importante, quella di San Carlo Borromeo, che attende da anni di essere ristrutturata cosa che, malgrado un finanziamento abbastanza cospicuo annunciato da anni ancora non lo è stata. Punto di riferimento del centro storico l’ antica trattoria “Zio Salvatore” che poco tempo addietro è stata premiata anche dall’ Accademia nazionale della Cucina per le sue tradizionali e ottimali portate. Nel borgo sono presenti anche pregevoli balconi, lavorati e scolpiti in pietra, con della belle inferriate in ferro battuto. Un borgo antico insomma che, malgrado gli spostamenti dei suoi cittadini, degli anni passati, verso la marina, meriterebbe certamente di “rinascere” in maniera più completa. Oggi è una meta attrattiva del territorio comunale solo durante il periodo estivo ; ed è questo il punto. Servirebbe una spinta incisiva per fare diventare il borgo antico fonte attrattiva per i forestieri durante tutto l’anno.

ARISTIDE BAVA

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