Ven. Ago 19th, 2022

Dal tentato omicidio a Ricadi all’aggressione ai danni del sindaco di Dasà. Il sodalizio vibonese chiama a raccolta i giovani: «Quadro desolante»

“Contro ogni forma di violenza, difendiAmo la nostra libertà”. Questo il titolo dell’assemblea studentesca promossa dall’associazione Libera per giovedì 24 febbraio alle ore 10,00, in piazza Martiri d’Ungheria a Vibo Valentia.

A giudizio dei promotori: «Gli ultimi fatti di cronaca – il tentato omicidio a Ricadi e il pestaggio del sindaco di Dasà – a cui si aggiunge un sommerso di cui difficilmente si trova traccia, ci permettono di tratteggiare un quadro desolante che ha come protagonisti giovani e giovanissimi carnefici e vittime di atti di violenza, di depauperamento del bene comune e di spregio verso ciò che ci circonda.  I diversi momenti di incontro con i ragazzi e le ragazze delle scuole secondarie di primo grado del territorio, ci permettono di toccare con mano quanto siano allarmanti i processi di incubazione che, fin da età molto tenera, sfociano poi in veri e propri atti di bullismo».

L’iniziativa di Libera

In base a quanto emerge «La violenza, sia fisica che verbale, sembra essere l’unico mezzo di risoluzione di qualsiasi controversia, l’unico strumento attraverso cui basare le relazioni intersoggettive. La pandemia – si fa rilevare – non ha fatto che peggiorare un quadro già complesso che interessa tanto i giovani del sud, quanto quelli del nord, infatti, i fenomeni delle baby gang sono, purtroppo, ampiamente diffusi senza limitazioni geografiche. Crediamo, però, che a certe latitudini il fenomeno sia molto più complesso e che determinati atteggiamenti affondino le loro radici in una mentalità precisa che, con immenso rammarico, trova ancora humus fertile nelle giovani menti».

Per Libera «la ‘ndrangheta non è solo struttura e la sua forza sta fuori di essa perché è soprattutto mentalità, un modo di pensare e ragionare che anima determinati atteggiamenti, diffonde disvalori e diviene linfa di comportamenti lesivi della dignità altrui, indipendentemente da una adesione formale all’organizzazione criminale in senso stretto. La prevaricazione e la legge del più forte creano sempre maggiore fascino in alcuni nostri giovani, ed è dunque necessario non fare passare questi atti in sordina per evitare che ci si abitui, diventino la normalità e la paura possa prendere il sopravvento nei nostri territori. Crediamo – aggiungono i componenti del sodalizio vibonese – che la violenza diffusasi tra i giovani sia campanello d’allarme e grido di aiuto, sia manifestazione di un disagio, di un sentimento di sofferenza mascherata che è necessario intercettare, destrutturare e ricomporre. Le scuole giocano un ruolo fondamentale ma non possono e non devono essere lasciate da sole, intorno ai presìdi educativi è necessario che si crei una rete fitta, un’alleanza educativa che coinvolga tutti gli attori sociali del territorio, dalle istituzioni al mondo associativo».

Gli episodi di violenza nel Vibonese

 Secondo l’analisi di Libera: «I nostri ragazzi non sempre trovano negli adulti corretti modelli di comportamento, infatti, qualche giorno fa, in un’unica giornata, si è verificato un tentato omicidio a Ricadi e il pestaggio ignobile ai danni del primo cittadino del piccolo comune di Dasà. Il sindaco Scaturchio, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, è stato destinatario di una “missione punitiva” da parte di un gruppo di balordi perché aveva manifestato solidarietà nei confronti dei carabinieri della vicina stazione di Arena, a seguito di un fatto avvenuto ad opera di due dei quattro soggetti coinvolti nel pestaggio. Un’azione inaudita che colpisce non solo la persona, ma anche l’istituzione che rappresenta e l’intera comunità di cui è portavoce. I quattro hanno arrecato ingenti danni anche alla Casa Comunale che, come ogni Municipio, è il cuore di una comunità».

L’incontro con il prefetto

Gli episodi avvenuti nel comprensorio vibonese «ci hanno spinto a rivolgere un appello agli studenti ed alle studentesse della scuole superiori della città di Vibo Valentia, per discutere insieme, confrontarci, prendere posizioni e manifestare la forte condanna nei confronti di qualsiasi atto di prevaricazione e di violenza ma soprattutto per mettere loro di esprimersi, evidenziare i loro bisogni, le loro necessità e la loro voglia di essere cittadini e non semplici abitanti dei luoghi che vivono, imprimendo, nel loro piccolo, un segno di svolta importante».

La modalità sarà quella di mantenere un microfono aperto, non ci saranno interventi programmati, né una scaletta precisa ma solo la voglia di riconoscere a tutti nostri giovani il diritto ad essere ascoltati: «Al termine di questo momento, una delegazione di loro sarà ricevuta dal Prefetto per avanzare le loro proposte e condividerne le riflessioni. Un’iniziativa che, appunto, ha l’obiettivo di responsabilizzare le ragazze ed i ragazzi del nostro territorio come agenti positivi di una necessaria inversione di rotta», concludono.

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