Ven. Ago 19th, 2022

La celebrazione del 50° anniversario della scoperta dei “Bronzi di Riace”, avvenuta il 16 agosto 1972, è senza dubbio un appuntamento importante per la vita culturale del Paese e in particolare della Calabria. Ci si attenderebbe, allora, che il Museo statale reggino avesse un ruolo guida e propulsivo, sia agendo di propria iniziativa sia con l’ineludibile concorso (scientifico, organizzativo e finanziario) del Ministero della cultura. E invece, ad oggi, le certezze sono davvero poche, persino in merito al programma completo delle attività eminentemente culturali e di quelle con più spiccato carattere divulgativo promosse dal Museo e dal Ministero, sia singolarmente sia facendo rete con gli Enti locali. L’uno e l’altro non sembrerebbero, in effetti, avere preso in mano per tempo le redini del gioco, tanto è vero che, non essendo pervenuta a Roma da amministrazioni pubbliche o istituzioni culturali calabresi, entro il 30 aprile 2021, alcuna richiesta di contributi da concedersi mediante l’istituzione di un apposito Comitato, non sono stati assegnati né appostati fondi ad hoc. Oltre alla prematura scomparsa del comitato scientifico istituito dal direttore del Museo nell’estate 2021 proprio per affrontare la ricorrenza (godrebbe invece di buona salute, seppur ancora ripiegato su se stesso, quello istituito più di recente dalla Regione Calabria), e alla saggia rinuncia, pare, all’infelice “marchio” presentato a fine novembre scorso, non sembra abbia giovato alla causa delle celebrazioni del cinquantenario neppure l’apporto del Comitato scientifico del Museo stesso: Franceschini lo ha rinnovato il 19 gennaio u.s., in attesa che la Regione Campania (così recita il decreto!) indichi un proprio rappresentante e consenta così a quell’organo di avviare le proprie attività, ma il cessato Comitato Scientifico era stato convocato l’ultima volta a luglio 2019; dopo, per due anni e mezzo, il nulla. E suscita particolare rammarico, tra i ritardi evidenti imputabili alla conduzione del Museo, il fatto che attualmente il servizio bookshop sia inesistente e senza prospettive note di assegnazione ad alcun nuovo operatore economico. Come il Ministero della cultura intenda far fronte, ormai fuori tempo massimo, al desiderio di conoscenza stimolato, negli utenti, dalla visione dei celebri guerrieri e delle altre importanti antichità esposte nel prestigioso “Museo della Magna Grecia”, resta un mistero.
Ho chiesto, pertanto, al Ministro: “se non condivida la preoccupazione che le straordinarie opportunità (di ordine culturale ma anche economico) offerte al Paese da celebrazioni adeguate all’importanza sovranazionale di detti capolavori dell’arte classica possano andare sprecate anche per l’ignavia dei vertici ministeriali, ormai adusi ad una così totale indifferenza nei confronti degli istituti autonomi da lasciar loro gestire, che ne siano capaci o no, persino occasioni di eccezionale importanza per l’intera comunità nazionale”. E ancora: “come intenda rimediare al grave ritardo accumulato fin qui e impegnarsi per accendere finalmente riflettori che pongano al centro dell’attenzione mediatica mondiale i “bonzi di Riace”, da annoverarsi senza meno tra le punte di diamante dello straordinario patrimonio culturale dello Stato.”

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