Ven. Dic 2nd, 2022
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Nei giorni scorsi i tecnici della società incaricata di redigere il progetto esecutivo per trasformare l’ex ospedale di Siderno in Casa della salute, adeguando gli ambienti ai vari servizi che dovranno essere attivati, hanno effettuato un sopralluogo nella struttura. La “visita” è stata effettuata unitamente ai tecnici dell’azienda sanitaria di Reggio Calabria. I responsabili del Comitato Pro casa della salute hanno salutato positivamente il sopralluogo e attendono ora di conoscere quali saranno le decisioni dopo le prime valutazioni che necessitano, ovviamente, di essere approfondite e che serviranno per uno schema di fattibilità. «Per adesso – ha detto Sasà Albanese uno dei responsabili del Comitato – la cosa più importante è l’avvio del percorso di progettazione perché a questo punto è chiaro che la società incaricata ha tutto l’interesse di accelerare i tempi. Prima completa il lavoro, prima viene pagata. Noi – ha aggiunto – continueremo ad essere vigili affinché tutto venga fatto bene e in maniera veloce perché abbiamo già perso 10 anni di tempo e in questo lungo periodo molti cittadini hanno pagato a caro prezzo la negazione del diritto alla salute». Se tant’è, finalmente la lunga protesta dei cittadini di Siderno che, negli ultimi due anni, hanno dato vita a una serie di manifestazioni per sollecitare la realizzazione della Casa della salute proprio sotto la spinta del Comitato fondato da Sasà Albanese e Francesco Martino, comincia a dare i suoi primi frutti. Adesso c’è solo da sperare che non ci siano altri intoppi e che, soprattutto, i lavori della Casa della salute non precludano la prosecuzione di quel poco si sanità che è oggi garantita all’ex ospedale.

È appena il caso di ricordare che proprio pochi giorni addietro la sindaca di Siderno Maria Teresa Fragomeni ha scritto una lettera al presidente della Regione Roberto Occhiuto, nella sua qualità di Commissario ad acta, facendo presente che attualmente l’edificio ospita uffici e ambulatori del Distretto Sanitario, del Dipartimento di prevenzione, medicina legale, servizio igiene alimenti e nutrizione, igiene pubblica, medicina dello sport), della Farmacia territoriale, del Polo vaccinale e del Sert. Rappresentava quindi l’opportunità, se non la necessità, che dette attività continuino a funzionare anche durante i lavori di là da venire. Fragomeni ha fatto anche presente che la struttura si erge su tre piani con quattro ingressi diversificati, ed è quindi in condizione di sopperire ad ogni necessità anche a cantiere aperto. Considerazioni condivise dalla cittadinanza che ancora ricorda con rammarico la chiusura di un ospedale che funzionava bene. Una chiusura dettata da esigenze sanitarie che col tempo si sono rivelate non solo inutili ma anche controproducenti, legata, comunque, proprio all’impegno di realizzare in tempi brevi la Casa della salute. Ma ormai è noto: si fa presto a togliere i servizi il difficile è riattivarli . Ed è necessario che questo non si ripeta.

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