Mer. Ago 10th, 2022

Una storia di adozione, tra toni fiabeschi e realtà

Dopo i suoi precedenti successi editoriali, tra cui “Miracolo d’amore” e “Il cacciatore di meduse”, esce in libreria il 21 aprile, ma é disponibile sin da adesso su tutte le piattaforme on line, “La stanza di Adel”, il nuovo romanzo di Ruggero Pegna, produttore e promoter di eventi musicali che si cimenta nuovamente con l’altro volto della sua personalità, quello di scrittore. Con Pegna, ancora una volta, è la realtà a trasformarsi in romanzo. Dopo avere raccontato in “Miracolo d’Amore” la storia della leucemia e della sua miracolosa guarigione, Pegna ha toccayo il tema della pena di morte in “La penna di Donney” e quelli del razzismo e dell’integrazione ne “Il cacciatore di meduse”, storia di un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa. Ora, con “La stanza di Adel”, pubblicato dalla “Santelli editore”, si addentra nel tema dell’adozione che si intreccia a quelli dell’essere genitori, della famiglia e dei figli e della stessa esistenza. “L’adozione – afferma Ruggero Pegna – è un modo naturale per essere genitori e figli. Non esiste un figlio adottato, ma semplicemente un figlio. A volte la società tende a sottolineare una sorta di diversità, arrivando quasi ad affermare che l’adozione o altre opportunità di creare una famiglia non siano naturali. Ma la realtà è ben diversa perché l’amore supera qualsiasi schema o convenzione”. “La stanza di Adel” è un romanzo che si rivolge a chi vive la realtà dell’adozione, ma anche a chi vuole emozionarsi con l’avventura fantastica di una genitorialità piena raccontata con sensibilità, delicatezza e senso poetico. Un libro capace di avvicinare il lettore ai sentimenti più forti e, forse, di contribuire a dipanare ogni dubbio sull’adozione e sulla necessità di snellire la burocrazia che la disciplina. Un romanzo che é dedicato anche a tutti i bambini in un momento di grande sofferenza in molti luoghi del mondo, ed in particolare nella martoriata Ucraina, ed “ai bambini che siamo stati – scrive Pegna nella dedica inziale – a quelli che verranno, a quelli abbandonati, a quelli vittime innocenti delle guerre e di violenze o abusi ed a quelli indesiderati o mai nati”.

Nel romanzo “La stanza di Adel”, un padre ripercorre la sua stessa vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza dovuta all’impossibilità di avere un figlio, finché in un orfanotrofio russo incontra e adotta la piccola Adeliya, nata da pochi mesi. Raggiunta la maggiore età, Adeliya decide di tornare nella sua città natale, dicendo di voler imparare il russo. I genitori adottivi, in realtà, temevano da sempre che, prima o poi, la ragazza avrebbe desiderato cercare le sue vere origini e non si oppongono alla volontà della giovane, consapevoli che si tratta di una prova d’amore da superare. Durante l’assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre “s’impossessa” della cameretta di Adeliya e comincia a ripercorrere la storia sua e della figlia, a tratti come se fosse una favola. Dal desiderio di avere un figlio fino alla lotta per un’adozione, tra burocrazia e timori, nell’inquieta e incerta attesa del ritorno della ragazza. Ruggero Pegna, oltre a svolgere l’attività di direttore artistico e promoter musicale, ha sempre amato scrivere, profondendo anche un forte impegno nel sociale. Ha studiato ingegneria e urbanistica all’Università della Calabria. Docente in vari master e corsi professionali, Pegna è tra i soci fondatori di “Assomusica”, l’associazione che raggruppa gli organizzatori ed i produttori di spettacoli musicali dal vivo, ed è stato componente della Consulta ministeriale per i problemi dello spettacolo. Le sue numerose pubblicazioni, comprese le collaborazioni con testate giornalistiche, sono state sempre dedicate a temi umanitari. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi per il suo impegno, le sue attività e le sue pubblicazioni.

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