Dom. Giu 26th, 2022

Matteo Nesci è un ragazzo di vent’anni come tanti altri. O forse no.

Roccellese di origine e milanese d’adozione per motivi universitari, nel breve tratto di vita che ha percorso fino a ora è stato segnato da esperienze che lo hanno fatto soffrire, che hanno messo a nudo insicurezze e paure che, a questa età, pochi hanno avuto la sorte di conoscere.

Rifiuto, abbandono, isolamento, sono solo alcuni dei sentimenti con cui questo giovane si è trovato a confrontarsi e che, nonostante siano stati un pesante fardello da trascinare da bambino e adolescente, non lo hanno indurito, ma lo hanno plasmato a immagine e somiglianza di quel Dio che ha avuto modo di (ri)scoprire attraverso la sofferenza.

La sofferenza, ha affermato Matteo, ha il potere di de-formare o tras-formare, sta a chi la vive decidere se farne un ostacolo o un trampolino. E non è difficile intuire cosa abbia deciso di farci lui.

Il libro scritto da Matteo, “L’arte di essere felici…con Gesù” edito da Woods non racconta solo il percorso di crescita del suo autore, ma è un vero e proprio vademecum che prende per mano il lettore e lo accompagna sulla strada della riconciliazione con se stesso e con gli altri; è una guida da tenere in tasca nei momenti in cui si vorrebbe mollare; è il sostegno di un amico che ne ha passate tante e ha sempre la parola giusta da dire.

Matteo, nel volumetto che ha scritto, racconta di essere stato guarito dall’amore di Dio da tutte quelle ferite che avevano lacerato il suo animo e che, fino a quel momento, lo avevano costretto a guardare la vita con le lenti della disillusione. L’immagine di Dio offerta da Matteo non è quella di un tiranno che vive distante nei cieli, ma è un Dio estremamente umano e vicino, il cui amore riesce a superare e perdonare qualsiasi cosa, rendendo perfetto nella sua imperfezione chi, da questo amore, si lascia toccare.

Il testo semplice e fresco offre una visione rinnovata della fede e invita tutti a darsi una seconda possibilità, in uno spirito di fratellanza e perdono verso se stessi e gli altri.

Maria Antonietta Reale | redazione@telemia.it

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