Lun. Gen 30th, 2023

L’assenza del fotovoltaico incide sulla bolletta annuale per gli uffici della Regione

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In rete ancora si trova qualche traccia di avvisi per la progettazione e realizzazione dell’impianto fotovoltaico “presso la costruenda Cittadella regionale”. Ma tutto finisce lì. Del fotovoltaico nella mega-struttura a Germaneto di Catanzaro non v’è traccia. Eppure l’edificio è stato inaugurato pochi anni fa, era il 2016, e nelle aspettative di tutti sarebbe dovuto essere all’avanguardia non solo nell’aspetto ma anche nei contenuti tecnologici. Soprattutto sotto il profilo energetico. Correva addirittura il 2011 quando l’allora assessore regionale ai Lavori pubblici Giuseppe Gentile indicava proprio nel fotovoltaico l’energia alternativa che avrebbe alimentato il complesso della Cittadella, sottolineando l’atto di indirizzo che la Giunta Scopelliti aveva adottato affidando al dipartimento Lavori pubblici l’avvio delle procedure per l’individuazione della migliore tecnologia disponibile. Le enormi superfici esterne, circa 190mila metri quadrati, sarebbero state la superficie ottimale sulla quale installare i pannelli. Addirittura Gentile commentava con soddisfazione che sarebbero stati compensati i consumi di energia elettrica o termica recuperando, addirittura, un flusso economico in entrata nelle casse energia facendo leva sul “conto energia”. E la trionfale nota della Regione citava l’obiettivo di rispettare i protocolli di Kyoto, Montreal e Goteborg.

Quei protocolli nel frattempo sono anche stati superati e ad oggi resta ancora soltanto la salata bolletta energetica che la Regione spende annualmente per l’utilizzo degli impianti della Cittadella. Anzi, sono diversi i dipendenti che lamentano proprio il fatto che nulla sia stato fatto negli anni per migliorare il “rapporto” con l’energia elettrica: «Ogni tanto salta anche la corrente» raccontano alcuni di loro. È pur vero che lo smart working ha limitato negli ultimi due anni il consumo energetico che nel 2017 – il primo anno di utilizzo a pieno regime – si attestava sui 600mila euro annui, per un consumo di 4,2 GWh. Spesa che è rimasta grossomodo invariata ma per la quale ora si teme una ulteriore stangata, considerati i recenti rincari.

In effetti al di là dei proclami iniziali la situazione si è subito rivelata ingarbugliata. Nel 2015, infatti, quando prima dell’inaugurazione venne eseguita la consueta verifica dei vigili del fuoco, l’agibilità fu concessa soltanto dopo lo spostamento degli impianti termici dall’ultimo piano e dalla copertura: il loro peso non sarebbe stato sostenibile. Venne quindi rivoluzionato lo schema energetico dell’edificio e questo, forse, potrebbe aver influito sugli sviluppi successivi; fermo restando che un edificio pubblico di tal genere avrebbe dovuto prevedere sin dal principio un impianto fotovoltaico.

Nel 2016 in realtà era stato avviato, nell’ambito del Por 2014-2020, un percorso per il finanziamento di un impianto che avrebbe riguardato il parcheggio, con pensiline dotate di pannelli: con 10 milioni di euro si sarebbe resa autonoma l’illuminazione dell’area di sosta e fornito parte di energia alla Cittadella. Ma anche questa iniziativa non è poi stata portata avanti. Ancora nel 2018 era stato creato un gruppo di lavoro interdipartimentale nell’ambito dei servizi di ingegneria e architettura per la futura realizzazione di un impianto fotovoltaico. E sempre nello stesso anno la Regione aveva stipulato un accordo di programma che prevedeva il passaggio del parcheggio al Comune di Catanzaro che l’avrebbe completato e dotato di impianto fotovoltaico. Accordo al quale, però, non ha mai fato seguito il passaggio ufficiale della titolarità dell’area.

fonte gazzetta del sud

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