Mar. Giu 28th, 2022

L’ultimo giorno prima delle vacanze pasquali con una drammatizzazione scenica e cantata a cura del coro dell’Istituto, il “Mazzini” ha portato gli studenti alla riscoperta di quei canti religiosi popolari che fanno parte integrante del patrimonio storico immateriale del territorio della Locride.

Il mistero pasquale da sempre è stato fonte di ispirazione per musicisti e parolieri, le tradizioni popolari ci hanno consegnato molti brani in dialetto cantati e vissuti nei secoli passati da tanti credenti che con grande semplicità hanno manifestato la loro fede con profonda e sentita partecipazione ai riti del triduo pasquale. Questa eredità culturale preziosa è importante che venga consegnata alle future generazioni, ma i giovani spesso la disconoscono.

Per evitare che questo patrimonio cadesse definitivamente nell’oblio l’Associazione Chorus Inside Calabria ha promosso una raccolta degli antichi canti e il prof. Nicodemo Ferraro – docente della scuola in pensione- ha curato la drammatizzazione dei testi.

Il “Mazzini” sempre attento alla promozione della cultura locale, nell’ambito delle attività di due progetti PON : Musicainsieme(Esperto: prof.ssa Annamaria Pizzati, tutor: prof. Gianfranco Ozzimo) e Teatrando (Esperto: prof.ssa Rita De Fiores, Tutor: prof.ssa Federica Malara) ha organizzato una drammatizzazione che attraverso due voci narranti, alcuni monologhi magistralmente recitati da un’allieva che ha impersonato la Madonna e dei pezzi cantati ha fatto riscoprire agli studenti l’intensità della preghiera popolare e la sapienza di coloro che, assecondandone le caratteristiche e i valori di fede, seppero tradurre la teologia e la spiritualità in versi semplici, ma densi di fede. Sono stati utilizzati anche “A tocca” e “U cararaci” due strumenti in legno, intagliati a mano, che venivano utilizzati il venerdì santo per richiamare i fedeli in Chiesa per l’azione liturgica in assenza del suono delle campane. Quest’attività ha certamente offerto a tutti la possibilità di esplorare la bellezza della fede dei nostri avi, un’occasione per attualizzare quei sentimenti e quelle emozioni attraverso un’attenta rilettura.

Maria Antonietta Reale | redazione@telemia.it

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