Sab. Giu 25th, 2022

Il Mazzini di Locri, che si distingue sempre per apertura e accoglienza, ha appena avviato un progetto PON (Piano Operativo Nazionale del Miur) dal titolo “L’italiano che unisce”. Il progetto coinvolge un gruppo di alunni di diverse nazionalità, che partecipano al fine di migliorare le loro competenze di lingua italiana, sotto la guida di docenti esperte nell’insegnamento di italiano come L2 a stranieri e di coetanei madrelingua.

Al termine del progetto, che ha preso il via solo qualche settimana fa, i partecipanti avranno non solo rafforzato le loro competenze in italiano ma, soprattutto, si sentiranno più integrati e parte di una comunità che li accoglie, facendo della differenza un valore e non un motivo di divisione.

Oltre alle attività di natura prettamente didattica, il progetto prevede anche altre occasioni formative, come l’incontro con Paolo Campolo della comunità Papa Giovanni XXIII, che ha raccontato la sua esperienza sul campo durante missioni di pace in molte aree di conflitto in giro per il mondo.

Al termine dell’incontro, gli studenti hanno subito messo in pratica quanto acquisito e hanno redatto un articolo, proprio come se fossero dei veri giornalisti. Di seguito pubblichiamo l’elaborato di Ionela Chitic, studentessa di nazionalità rumena:

Da sempre la nostra scuola ha accolto varie persone che si impegnano a migliorare, nel loro piccolo, la società in diversi modi. In particolare il giorno 27.04.2022 alle ore 15:00, abbiamo avuto il piacere di poter partecipare ad un convegno tenuto nell’ auditorium della nostra scuola. Già il titolo “Proviamo a sognare insieme un mondo felice in armonia e in pace” ci ha fatto capire che coloro che promuovono questa iniziativa hanno come obiettivo quello di aiutare gli altri a riflettere sull’importanza della pace, messa oggi a dura prova. Il MIEAC (Movimento Educativo Di Azione Cattolica) promuovendo questo progetto ha inteso promuovere negli alunni una maggiore consapevolezza su quello che sta accadendo attualmente nel mondo. Protagonista dell’incontro è stato il relatore Paolo Campolo, della comunità papa Giovanni XXIII, che ha accettato di venire a parlare con noi alunni mostrandoci dei video sulla difficile realtà in cui alcuni paesi  quali l’Albania, la Siria, l’Ucraina…si trovano a causa di conflitti di diverso genere. Ci ha raccontato che già all’età di 28 anni ha iniziato a far parte dei “Caschi Bianchi”, Corpo Civile di Pace, il cui principale obiettivo è quello di far emergere ciò che di positivo appartiene alla società, al fine di portare a tutti un messaggio di pace. Queste persone operano attivamente nel sociale occupandosi dei bambini orfani e poveri, offrendo loro accoglienza e una migliore formazione culturale. Ultimamente sono stati in Ucraina, precisamente a Leopoli, dove i danni causati dalla guerra sono ingenti. La loro permanenza in questa nazione ha come obiettivo non solo quello di dare aiuto materiale, ma di far capire che esistono vari modi per risolvere i problemi e che il ricorso alle armi dovrebbe essere sempre evitato. Gli interventi sono stati molteplici e hanno fatto riflettere ognuno di noi. E’ stato un convegno coinvolgente, ci ha fatto vedere altre prospettive sul mondo e sui problemi che lo affliggono. Grazie ad esso ho capito che anche con il contributo di una sola persona la società può cambiare in positivo. Sono un’alunna di nazionalità rumena che frequenta il “Mazzini” di Locri, da sempre mi sono sentita accolta e compresa, ultimamente, frequentando il PON “ L’italiano che unisce”, ho avuto modo di conoscere tante studentesse che mi aiutano nel viaggio alla scoperta della lingua italiana. La loro amicizia e il loro affetto mi sta facendo capire l’importanza del confronto e del dialogo per costruire, insieme, una società più umana. Vorrei che questo messaggio arrivasse alle nazioni in guerra affinché capissero  che solo l’amore può rendere il mondo un posto più bello”.

Maria Antonietta Reale | redazione@telemia.it

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