Gio. Ago 11th, 2022

Una giornata memorabile che nessuno di noi mai dimenticherà “ è questo il commento dei ragazzi della Scuola Secondaria di I grado alla fine dell’incontro con il Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito delle attività di Libriamoci e Il Maggio dei Libri cui l’ Istituto Comprensivo Maresca di Locri partecipa annualmente.  I docenti del Dipartimento di lettere infatti ogni anno predispongono delle letture, scegliendo i  testi e le tematiche che i ragazzi approfondiranno nel corso delle attività scolastiche.  Per le classi terze la scelta è caduta sul  libro di Nicola Gratteri e Antonio  Nicaso “ Non Chiamateli eroi”. Un testo che ha raccolto subito  l’interesse dei ragazzi a partire dalle singole storie come quella di Giuseppe Letizia, Rocco Gatto o gli stessi Falcone e Borsellino e il tema della mafia affrontato da un’altra angolazione.  .

All’evento oltre il giudice Gratteri hanno partecipato la Dirigente scolastica dott.ssa Carla Galletta, il sindaco di Locri dott.re Giovanni Calabrese, l’assessore alle politiche sociali dott.ssa Domenica Bumbaca, la presidente del Consiglio di Istituto avvocato Ornella Monteleone. Moderatore dell’evento è stata la prof.ssa Elisabetta Fazzari e organizzatrice la prof.ssa Caterina Giovanna Marino responsabile della scuola secondaria di I grado Maresca.

Veri protagonisti della scena sono comunque stati i ragazzi che nella loro semplicità hanno posto domande, hanno letto brani del libro commentandoli con l’autore che è stato felice di interloquire con loro. L’emozione era palpabile anche se l’incontro si è svolto serenamente , il dottore Gratteri ha anche scherzato con loro invitandoli però ad impegnarsi nello studio per seguire un camino di legalità .Gli stessi ragazzi lo hanno ringraziato alla fine  consegnandogli i lavori realizzati in classe con i   docenti. 

Al Dottore Gratteri e al Sindaco di Locri sono stati consegnati due fasci di fiori di ginestra come segno di saluto. La docente Fazzari ha così spiegato la scelta di questo fiore:

Il “segno” che noi vogliamo lasciare oggi al procuratore e al sindaco è la ginestra: una pianta tipica della nostra macchia mediterranea, che cresce anche in condizioni difficilissime eppure fiorisce. Una pianta che non “s’arrende” e comunque non passa inosservata. Una pianta che può diventare “infestante”, colorando intere zone, come “infestante” si spera sia il bene.Giacomo Leopardi nel componimento dedicato alla ginestra, l’unico componimento in cui intravede una soluzione al suo pessimismo, vede in essa un simbolo del coraggio e della resistenza estrema . Secondo Leopardi, l’uomo deve ispirarsi alla ginestra e cercare di resistere a tutte le avversità. Non solo: gli uomini, proprio per la loro condizione comune di sofferenza, possono e devono collaborare tra di loro per mitigare la sofferenza e aiutarsi a vicenda.

Ecco perché abbiamo pensato di offrirvi questo fiore.

Entrambi avete deciso di rimanere nella vostra, nostra terra; entrambi, seppur in modo differente, affrontate quotidianamente, con coraggio e determinazione, tutte le problematiche e le difficoltà che esistono nel nostro territorio con il solo desiderio di migliorarlo, di renderlo “bello”.

E voi, ragazzi, fate vostra una delle frasi più famose di Corrado Alvaro:

“La disperazione più grave che possa impadronirsi d’una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”.

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