Sab. Lug 2nd, 2022

Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy: “E’ fondamentale essere vigili e continuare con convinzione il percorso verso un pieno riconoscimento delle specificità di genere, insieme ad azioni per migliorare la qualità della vita delle professioniste impegnate sul campo”.

Anche nel mondo sanitario il gap di genere è evidente, sottolinea la Professoressa Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy. Solo due direttori generali su dieci sono donne. La presenza femminile ai vertici delle direzioni generali delle aziende sanitarie e ospedaliere italiane, sia pur ancora molto bassa, registra però un aumento percentuale del 3,8% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dall’analisi condotta dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere sul management femminile nelle direzioni strategiche della sanità”. 

Secondo il rapporto del World Economic Forum (Wef) sul divario tra uomo e donna, che ha esaminato le aree cruciali in cui le disparità di genere emergono prepotentemente: lavoro, istruzione, salute e rappresentanza politica, l’Italia si piazza al 84esimo posto. Ultima tra i Paesi dell’Europa. Seguita, tra i Paesi avanzati, solo dal Giappone, ma preceduta perfino da Botswana, Romania e Paraguay. 

A livello regionale, in termini assoluti valutando le regioni con più aziende, al vertice della classifica dei direttori generali di sesso femminile si conferma il Lazio con 10 Dg su 19, seguito da Emilia-Romagna con 6 Dg su 14. 
La sanità del domani, se vorrà essere davvero efficiente e competitiva senza disperdere preziose risorse, dovrà valorizzare il punto di vista femminile, superando ad esempio le differenze di genere nelle retribuzioni, la “segregazione occupazionale” delle donne, promuovere la formazione delle giovani donne nelle materie STEM (science, technology, engineering and mathematics) e intervenire sull’organizzazione del sociale per evitare che il carico familiare ricada solo sulle donne.

Quello della sanità è un ambito particolarmente delicato, conclude la Professoressa Berardi, in cui è fondamentale essere vigili e continuare con convinzione il percorso verso un pieno riconoscimento delle specificità di genere, insieme a progettualità e azioni per migliorare la qualità della vita delle professioniste impegnate sul campo. Come Women for Oncology Italy siamo impegnate a 360 gradi affinché tutto questo diventi realtà

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