Lun. Giu 27th, 2022

Ammodernamento della SS106, porto di Gioia Tauro, con Zona economica speciale e Zona logistica speciale, alta velocità ferroviaria, energie rinnovabili e sanità. Sono questi gli argomenti che hanno, per larga parte, caratterizzato l’informativa al Consiglio regionale del presidente della Giunta Roberto Occhiuto sull’incontro avuto a Roma con i vertici nazionali e regionali dei sindacati. “Non si può governare da soli” ha ribadito più volte Occhiuto che è partito nella sua informativa da quello che ha definito “un tema che qualche settimana prima avevamo affrontato in Consiglio: quello del completamento della SS106. Devo riconoscere – ha aggiunto – l’atteggiamento avuto dalle organizzazioni sindacali. Lo dico mettendo da parte ragioni di prudenza perché alla lunga è prevedibile che tra il governo regionale e le organizzazioni sindacali, nel corso dei prossimi anni, si creino motivi di tensione”.

“La Calabria ha molti problemi, e tanti gravi – ha ricordato il Presidente della Giunta – e tanto abbandonati nelle loro soluzioni nel corso degli anni che oggi un uomo solo, per quanto determinato, non può risolvere. Ecco perché è importante il contributo di tutti; ne sono assolutamente persuaso. E sono stato felice di trovare l’adesione delle forze sindacali su un tema gigantesco come quello della Statale 106. Ne abbiamo discusso in Consiglio e conosciamo bene tutta la problematica. Ma serve definire l’importo delle risorse occorrenti. E su questo Anas ancora non ha detto nulla. Ho chiesto al Governo di inserire nell’allegato infrastrutture del Def, il documento che indica quelle che saranno le direttrici della legge di bilancio, una parte specifica sulla 106. Una parte che qualifichi la 106 come un’opera strategica, non per la Calabria, ma per tutto il mezzogiorno e per il Paese. Se riuscissimo a ottenerlo sarebbe un risultato straordinario. Io da solo – ha ribadito – non posso farlo, per questo è importante che ci sia il contributo di tutti: delle organizzazioni sindacali che quando si incontreranno con il Presidente del Consiglio, nel fare le loro legittime richieste, in ordine alle azioni che il governo deve svolgere, affrontino il tema dello sviluppo del Mezzogiorno, dello sviluppo della Calabria e della 106”. “Sulla ZES, zona economica speciale e sulla zona logistica speciale, a Gioia Tauro – ha sostenuto Occhiuto – il ruolo dei sindacati potrebbe essere quello di ‘moral suasion’ nei confronti del Governo, affinché quest’area, davvero strategica, che non solo di Gioia Tauro, sia un contributo allo sviluppo per l’intera Calabria. Ho detto alle organizzazioni sindacali che non avrei chiesto la loro condivisione ad un progetto molto importante: quello del rigassificatore, per rispetto alle loro sensibilità e posizioni. Un impianto che produrrebbe un terzo del gas che attualmente l’Italia importa dalla Russia. Si tratterebbe di un’infrastruttura che ha collegata a sé la piastra del freddo, e darebbe la possibilità di realizzare un enorme distretto dell’agroalimentare”. Ed ancora la sanità. “Impegnarsi sì, per velocizzare la spesa delle risorse per l’edilizia sanitaria, nuovi presidi – ha aggiunto Occhiuto – ma anche riempire queste strutture di medici e infermieri che servono per farli funzionare”. Citando la visita a Vibo Valentia, dove sono state create le condizioni per aprire il cantiere del nuovo ospedale fin dal prossimo gennaio, Occhiuto ha sottolineato la difficoltà di reperire personale, anche a causa della scarsa attrattività del nostro sistema regionale. “Abbiamo risorse nel tetto che ci è stato assegnato per assumere 2500 tra medici e infermieri. Ma pur espletando i concorsi, poi, non si presenta nessuno. È un problema di scelte. Anche qui serve l’impegno di tutti – ha concluso Occhiuto ricordando che la Calabria è ancora commissariata -. L’ho posto all’attenzione delle organizzazioni sindacali e anche loro hanno posto alla mia attenzione il problema, perché sono molto consapevoli del fatto che sì, possiamo anche costruire dei bellissimi presidi di assistenza con i fondi del Pnrr, ma poi questi presidi vanno riempiti di uomini, di medici di infermieri di che si occupino della salute dei calabresi”.

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