Mer. Ago 10th, 2022

Report Mare Monsutrum, reati in leggera flessione

Nella classifica del mare illegale, la Calabria si colloca al quinto posto con 4.629 illeciti di cui 1.850 reati e 2.525 infrazioni amministrative. Quinto posto anche per il ciclo illegale del cemento nelle regioni costiere con 2.247 illeciti di cui 1.086 reati e 1161 infrazioni. E’ quanto emerge dal rapporto Mare Monstrum di Legambiente elaborato dall’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità dell’associazione su dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Nella classifica del mare inquinato, la Calabria è sesta con 1.045 illeciti di cui 509 reati e 536 infrazioni. Nella pesca illegale, è quarta con 902 reati di cui 233 reati e 669 infrazioni. Illeciti, rileva Legambiente, “che grazie al meritorio lavoro di forze dell’ordine, Capitanerie di porto e magistratura sono venuti alla luce e hanno portato a sequestri, arresti e sanzioni. Segnali positivi anche nel contrasto all’abusivismo edilizio: demoliti alcuni fabbricati sul demanio a Rossano. A Sibari di Cassano alcuni cittadini raggiunti da ordine di demolizione hanno proceduto all’abbattimento. A queste, va aggiunta la demolizione di una dozzina di villette del villaggio a Caminia di Stalettì”.
    “Ancora una volta il dossier – afferma Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria – sottolinea i tanti coni d’ombra illegali che oscurano la Calabria a partire dall’abusivismo e dalla mala depurazione. Nel ribadire l’encomiabile opera di Magistratura e Forze dell’ordine ci preme ribadire quanto risulti essenziale intensificare prevenzione e controllo nei confronti degli ecocriminali per fronteggiare le aggressioni al patrimonio marino e costiero. Nonostante le ombre, ci sono segnali di speranza nell’operato delle istituzioni, delle associazioni e di tutti i cittadini che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e la salute. Stiamo vivendo una stagione di grande trasformazione, condizionata dai mutamenti climatici, che sta investendo la nostra regione, da cui dobbiamo trarre i giusti insegnamenti per trasformare la crisi in opportunità, ad esempio attraverso lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, e per diffondere la consapevolezza che Terra e Mare devono essere destinatari di un profondo rispetto”.

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