Sab. Lug 2nd, 2022

Due notti fa l’ennesimo fatto di sangue ha percosso dolorosamente la nostra amata e travagliata terra. Nel tentativo di uccidere Guido Pinto, titolare di una palestra a Guardia Piemontese, il  killer designato ha fatto ricorso addirittura a un kalashnikov. Ancora una volta il risveglio mattutino  ci ha sbattuto in pieno viso l’amara realtà del nostro vivere. A Cetraro, dov’è accaduto, l’agguato ha destato particolare sconcerto perché compiuto a ridosso del quarantaduesimo anniversario dell’uccisione del consigliere comunale comunista Giannino Losardo, uno dei martiri della lotta alla ‘Ndranghera in Calabria. Di uomini che hanno lottato e che lottano, vittime immolate per sottrarci all’anti Stato ne abbiamo sempre avute ma a poco finora però  è valso il sacrificio. Perché ancora non siamo riusciti ad affrancarci da una criminalità che mette in ginocchio la nostra Regione. Una svolta è necessaria, che ci riconduca e essere terra di diritto e di diritti. Una svolta che sia anche politica e che, attraverso il lavoro soprattutto, restituisca a ogni cittadino la dignità. Giovanni Falcone diceva che “la Mafia, è un fenomeno umano e, come tutti i fenomeni umani ha un inizio, un’evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Noi pensiamo anche che ci debba essere una volontà istituzionale affinché i fenomeni malavitosi siano repressi e fermati. Esiste una cultura della legalità che deve pervadere prima di tutto le istituzioni affinché possa permeare di se anche il tessuto sociale. E’ una lotta che va intrapresa senza esclusioni di colpi e senza compromessi. E’ un dovere morale per chi è chiamato a garantire il pieno rispetto dell’individuo e il benessere di una comunità.

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