Gio. Ago 11th, 2022

di Giusy Staropoli Calafati

E CHE CAZZO!
La Regione Calabria e compagnia bella calabrese, celebrano un “magno” Jovanotti per aver glorificato nel suo nuovo videoclip, la “Calabria meravigliosa”.
Razza di ipocriti!
Ancora una volta i calabresi nemici dei calabresi stessi. E vengo alla questione. È un fatto di onestà intellettuale.
Jovanotti, nella “questione Calabria”, non ha altro merito se non quello di essere una grande star, un buon capitano, un grande comunicatore, e un esageratamente bravo cantante, e come tale essere lui il protagonista assoluto del bellissimo videoclip di “Alla Salute”, una molto bella e orecchiabile canzone che promette speranza e auspica rinascita. Così sincera e felicemente augurale soprattutto per la terra in cui il videoclip è stato girato.
Chapeau!
Chi davvero celebra la Calabria, però, non è propriamente lui. E mi spiace per i ciechi, i sordi e i muti, che oltre non riescono a vedere, sentire e dire, ma Il merito di questo elogio alla Calabria, nella sua forma più autentica, quasi viscerale, va riconosciuto altrove. A Giacomo Triglia. Il regista del videoclip.
Triglia, in possesso delle sue autentiche radici, volte a mezzogiorno, con garbo, professionalità, competenza, e soprattutto conoscenza, sceglie i luoghi e li fa rivivere, come Ulisse con Itaca, al suono di un inno lodevole che li carica di ulteriore sensazionale magia. Triglia individua Scilla e Gerace perché sa come narrarle. Non ha bisogno di istruzioni di come vivere la Calabria. Egli possiede la reminiscenza di Platone, conosce perché ricorda.
Jovanotti da solo si sarebbe fermato al fascino apparente. Magari una reminiscenza e basta.
È Triglia che consegna al mondo la Calabria nelle sue fattezze umane. È lui che racconta i miti e le leggende. Il mare di Scilla, la banda di Gerace, i giganti Mata e Grifone. Jovanotti non avrebbe mai saputo fare questo miracolo da solo, sarebbe stata una muccinata garantita anche questa. La Calabria va conosciuta per essere interpretata, promossa, narrata. E Giacomo Triglia è calabrese. I ”Riggiu.
E se la Calabria meravigliosa c’è, nel videoclip di Jova, e questo lavoro cinematografico ha la forza e la capacità di farsi addirittura spot di promozione turistica, è merito suo. Jova lo sa e soprattutto lo sceglie e lo esalta, Giacomo Triglia. Solo che la sua Calabria non lo celebra. E se lo fa è poco e niente. A riconferma del suo vecchio modo di fare nell’essere amante dei forestieri.
Io propongo un esame di coscienza di “certi” calabresi. E poi Giacomo Triglia alla promozione di questa terra. Altro che Jova testimonial del 50° del ritrovamento dei Bronzi, con tutto il rispetto che ho per lui, di cui mi dichiaro sfegatata fans. Ma a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio.
I nostri talenti, le nostre eccellenze vanno fuori. Si affermano. Quando tornano onorano la nostra Calabria, la celebrano e noi a fare il plauso a chi li accompagna.
Un po’ di orgoglio. E che cazzo!
Jova è Jova, ma Triglia è Triglia.
Grazie, Giacomo. Da calabrese, da madre, da scrittrice di questa terra, grazie.
A Jova, grazie. A Triglia, grazie assai
ALLA SALUTE!

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