Dom. Ago 14th, 2022

L’Istat, ha iniziato a diffondere i primi risultati del 7° Censimento generale dell’agricoltura, . svolto tra gennaio e luglio 2021, con riferimento all’annata agraria 2019-2020, che per la prima volta ha avuto anche il supporto del Caa Coldiretti. Via via, – informa Coldiretti Calabria – saranno diffusi anche i dati specifici per ogni regione che saranno utili per ogni programmazione del settore . Da questo primo report, a livello nazionale che però già si interseca con alcuni dati regionali, l’identikit delle aziende registra: aumento della multifunzionalità, sono più grandi e orientate all’innovazione. L’analisi ha confermato il processo avviato dieci anni fa e che sta portando verso aziende di maggiore dimensione. In 38 anni – ha evidenziato l’Istat – sono scomparse due aziende su tre mentre la superficie media aziendale, a livello nazionale, è raddoppiata da 5,1 ettari a 11,1 ettari medi per azienda. In Calabriale aziende censite nel 2010 erano 137.790 , con una media aziendale di 4 ettari, nel 2020 le aziende sono 95.538 con una diminuzione del 30,7% , una composizione a livello nazionale pressoché invariata (8,5%) , una superficie media di 5,7 ettari e una SAU (Superficie Agricola Utilizzata) di 543mila ettari che comporta una diminuzione contenuta a – 1,1 con una composizione a livello nazionale che si conferma del 4,3%: Le aziende zootecniche in Calabria sono 12.097 con una incidenza del 12,7 a livello regionale. Per quanto riguarda la tipologia continua a prevalere l’azienda familiare (93,5% nel 2020), ma aumenta l’incidenza delle società di persone e di capitali caratterizzate da una maggiore estensione. Un altro elemento che conferma il processo evolutivo è il ricorso ai terreni in affitto: in termini di superfici, infatti, nel 2020 si registra una crescita della quota relativa di terreni gestiti in affitto. La maggiore estensione rende le imprese meno fragili: la flessione diminuisce infatti al crescere della classe di superficie. Il calo delle aziende con meno di un ettaro è stato del 30%, per quelle tra 20 e 30 ettari si è ridotto al 3,4%. Oltre i 30 ettari e soprattutto oltre i 100 ettari si registra una crescita. La diminuzione del numero delle aziende è più pesante al Sud (-33%), ma comunque in otto regioni è cresciuta la superficie agricola utilizzata. La Sau è aumentata in particolare per le imprese che coltivano seminativi e legnose agrarie. Un’altra indicazione dell’evoluzione degli ultimi dieci anni è data dalla situazione della manodopera. Anche nel 2020 – spiega il Censimento – si conferma la tradizionale forte prevalenza di aziende agricole con manodopera familiare. La maggior parte sono localizzate al Sud, dove si trova il 41,1% delle aziende con manodopera familiare, in linea con il valore del 2010. Per quanto riguarda la gestione è ancora limitata la presenza dei capi azienda under 44. Ma le aziende agricole guidate dai giovani sono quelle che incarnano la nuova agricoltura. Sono quattro volte più informatizzate rispetto a quelle gestite da un capo ultra sessantaquattrenne E i processi innovativi sono comunque trainati dagli under 44. Anche il titolo di studio fa la differenza.

L’incidenza delle aziende digitalizzate è maggiore nel caso in cui esse siano gestite da un capo azienda istruito e ancora di più nel caso in cui il percorso di studi sia orientato verso specializzazioni di tipo agrario. L’innovazione poi è più spiccata nelle aziende che coltivano e allevano con una incidenza del doppia rispetto a quelle che coltivano solo o che svolgono solo attività zootecnica. L’innovazione fa poi rima con multifunzionalità. Nelle aziende agricole multifunzionali a livello nazionale, le innovative sono il 39,1% in particolare per la silvicoltura (49,9%) e la produzione di energia rinnovabile (52,5%). Tra le attività connesse cresce soprattutto l’agriturismo praticato dal 37,8% delle aziende multifunzionali, il 16,8% è interessato alla produzione di energia rinnovabile. Due attività, che facendo tesoro delle difficoltà energetiche,sono in netta crescita. Tra le aziende più digital quelle impegnate sono nell’ agriturismo agricoltura sociale e fattoria didattica Un altro elemento di riflessione è sulle donne. Anche in questo caso il Censimento rileva una flessione in termini di aziende, ma l’impegno in termini di giornate di lavoro aumenta di più rispetto a quello maschile (+30,0% contro +13,9%). E in ogni caso se è vero che ci sono meno donne, sono invece in crescita le manager anche questo il segno di un’agricoltura avanzata, con le imprenditrici pronte a cogliere le nuove opportunità. Complessivamente salgono le giornate di lavoro standard che da 69 del 2010 hanno raggiunto 100 nel 2020. E’ più numerosa la presenza di manodopera straniera: nel 2020 infatti un lavoratore su tre arriva da Paesi Ue o extra Ue. Non appena avremo i dati ancora più nel dettaglio della Calabria – commenta Franco Aceto presidente della Coldiretti Calabria –per le implicazioni che essi avranno, saranno analizzati con attenzione al fine di orientare le scelte di politica agricola”.

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email
CHIUDI
CHIUDI