Gio. Ott 6th, 2022

Il leader di Azione: “L’accordo l’ha rotto lui. Con Renzi? Io sto lavorando al programma”. E sulla raccolta delle firme annuncia: “Abbiamo l’esenzione”

“Letta lo sapeva, sapeva tutto dalla A alla Z, ho 50 messaggi in cui dicevo ‘Enrico non lo fare o me ne vado'”. Carlo Calenda a ‘La corsa al voto’, ha ricostruito la rottura dell’alleanza con il Pd per le elezioni politiche 2022 in programma il 25 settembre, dopo l’intesa tra dem, Sinistra e Verdi.

“Il nostro patto era il punto conclusivo di una contrattazione molto dura. La caduta era: ci sarà un solo patto, quello tra Azione e + Europa e il Pd. Ho detto a Letta: Enrì, te li vuoi prendere Fratoianni e Bonelli? Prendili ma è un errore storico. Giovedì mi chiama Letta, mi dice: vieni a Roma. Mi ha detto firmo un altro patto. Ho detto, questo non era nell’accordo. La gente non capisce più niente, un patto parallelo che nega quell’altro. Se tu lo fai, salta l’accordo con noi. L’ho detto davanti a testimoni, non fare questa cosa. Da quel giorno abbiamo avuto 100mila interazioni in cui gli dico, io rompo“.

Insomma, come aveva già detto al Tg1, “l‘accordo l’ha rotto Enrico Letta“, che “ha firmato con noi un patto che diceva una cosa e poi ha firmato un altro patto con forze che dicono l’opposto”, con “chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, e dice no a tutto, ai termovalorizzatori, con chi in fondo è comunista, perché alla fine della fiera è questo” aveva detto in precedenza Calenda al Tg5 commentando lo strappo di ieri con il Pd.

“Letta sapeva benissimo che avremmo rotto, lo sapeva +Europa, ma hanno pensato di tenerci dentro dicendoci, ‘tanto devi raccogliere le firme'” e invece ha annunciato Calenda “sulla questione delle firme abbiamo verificato una esenzione. Io sono stato eletto al Parlamento europeo, ci sono state comunicazioni ufficiali del Parlamento europeo. Siccome non c’erano precedenti – ha spiegato il leader di Azione – era difficile far comunicare Viminale e Parlamento europeo”.

Quanto alle critiche di Emma Bonino, per lo strappo anche da +Europa, “sono totalmente in malafede, Emma Bonino sapeva tutto” ha affermato il segretario di Azione. “Emma Bonino ha sempre negoziato dalla parte del Pd, e il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si autodefinisce atlantista a stare con chi è contro la Nato. Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, una scelta che pagherà in termini di posti”, ha insistito Calenda.

Poi, a una domanda su Renzi che ha subito evocato il terzo polo, ha risposto: “Sto lavorando a una cosa sola, il programma, sto lavorando per costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con +Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, revisione del reddito di cittadinanza. E basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi”.

“La scelta unilaterale di Carlo Calenda è stata incomprensibile” per il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. “Una volta che hai preso una decisione la devi mantenere, io non sono in grado di disdire un impegno che ho preso 6 giorni fa senza ragione”, ha aggiunto il sottosegretario agli Esteri a Radio radicale, “il ripensamento per me è incomprensibile. Letta ha rispettato l’impegno, per me una politica seria è quella che rispetta gli impegni, sennò passa il messaggio che in politica vale tutto”.

“Che ci fossero Fratoianni e Bonelli – ha aggiunto – era chiarissimo, abbiamo chiesto e ottenuto che l’accordo con loro fosse diverso dal nostro, Letta lo ha fatto, ha detto che c’era una differenza. Questa decisione di Calenda è sbagliata, ma presa in quel modo è anche una questione di etica politica”.

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