Dom. Ott 2nd, 2022

A chi è d’interesse,
Richiamiamo la vostra attenzione sull’accordo di collaborazione medica che si sta portando avanti tra il governo della Regione Calabria e il regime di Cuba per l’appalto pubblico di 500 medici cubani che verrebbero a prestare servizio in quella regione d’Italia.
È ormai noto che la dittatura a Cuba invia medici in missioni mediche all’estero con accordi di lavoro e di retribuzione che vanno a beneficio solo del regime e non dei medici.
Il personale medico di queste missioni non ha un’adeguata preparazione medica e conoscenze all’avanguardia nella gestione della moderna tecnologia medica.
I capi di queste missioni sono operatori della polizia politica del regime e tengono sotto controllo assoluto il personale medico a cui è impedito di recarsi in queste missioni con le proprie famiglie, i loro passaporti sono ritirati e sono costretti a inviare parte o tutto i loro salari su conti bancari del regime.
Denunciamo che queste missioni e l’accordo che si svolge in Calabria hanno chiare sfumature di illegalità confinanti o chiaramente stabilite come accordi di “schiavitù moderna”
“Considerando che la relazione annuale 2020 dell’IACHR rileva una serie di accuse per abusi e violazioni dei diritti umani commessi dallo Stato cubano nei confronti del suo personale sanitario in servizio all’estero sotto la parvenza di cosiddette missioni mediche; che la dichiarazione dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (CUB 6/2019) sulle missioni mediche cubane ha evidenziato le condizioni di lavoro precarie e disumane del personale medico e tali accuse sono supportate da Human Rights Watch e da 622 testimonianze” Citazione della Risoluzione del Parlamento Europeo 2021/2745(RSP)
Considerando che la costituzione italiana nel suo art.4 dichiara:
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”
E nel suo art. 35 che “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.”
Considerando che la Carta Europea dei diritti fondamentali nel suo articolo 5 dichiara: “Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.”
La vostra attenzione su questo argomento è richiesta immediatamente.
In allegato mettiamo a vostra disposizione alcuni documenti che provano quanto prima spiegato.

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email
CHIUDI
CHIUDI