Gio. Dic 1st, 2022

Il Movimento cinquestelle è il primo partito nella città di Vibo. Questo il dato principale che emerge al termine del voto elettorale delle Politiche. La formazione pentastellata – che a livello nazionale ha superato li 15% – appariva infatti in ripresa rispetto ai mesi precedenti e questo si è riflettuto anche sul capoluogo di provincia superando, tanto per il Senato, quanto per la Camera, i 3.000 voti di lista che diventano anche di più in relazione al candidato vibonese nell’uninominale nel secondo ramo del parlamento: l’uscente deputato Riccardo Tucci, con 3.258. Il partito di Giuseppe Conte si conferma, dunque, forte in occasione delle elezioni nazionali quando li voto è più di opinione (o protesta). Certo, non siamo ai livelli del 2018 ma la tenuta c’è stata, eccome. E ne ha beneficiato proprio Tucci – fedelissimo del presidente grillino – che potrebbe bissare l’esperienza quinquennale appena trascorsa.

Forza Italia primo partito nel centrodestra

Andando al centrodestra, il dato è quello in linea con le passate elezioni, sia locali che politiche (45,43 per l’uninominale alla Camera e 48,81 per il Senato): una vittoria che però va analizzata nel dettaglio. Ciò che risalta maggiormente è l’ascesa forte di Fratelli d’Italia che diventa il secondo partito più votato in città dopo Forza Italia che – almeno sul capoluogo – avverte qualche flessione. Ora i punti percentuali che dividono le due formazioni politiche sono circa sei per la Camera ma praticamente azzerati per quanto concerne il Senato. Un exploit che era nell’aria, reso ancor maggiore dal fatto che il partito azzurro – da sempre dominante in città – non riesce a ripetere le affermazioni degli anni precedenti. La Lega non sfonda, anzi. Dopo il 2018 e le successive Europee il partito di Salvini non raggiunge neanche le 1.000 preferenze alla Camera e le supera di pochissimo per palazzo Madama.

Impegno Civico non pervenuto

Nella coalizione di centrosinistra (18,86% e 15,40%) il Partito democratico va meglio al Senato che a Montecitorio ed è, almeno nel primo caso, in recupero. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga ma sembra che il nuovo corso abbia dato una sterzata, quanto meno in tema di presenza tra la gente. Ma è chiaro che l’insidia maggiore saranno le lotte intestine che hanno sempre caratterizzato l’universo dem. Nella coalizione, quasi nullo l’apporto di “Impegno civico” che viene superato dai Verdi. Per quanto concerne, poi, il cosiddetto terzo polo (che raggruppava Calenda e Renzi) non riesce a raggiungere il 5% per entrambi i rami del parlamento ma è comunque un buon dato di partenza anche in prospettiva comunali del 2024. Insomma, come ogni elezione che si rispetti, tutti affermano di aver vinto e questo perché in politica i numeri non sono quello che sembrano, ma sono soggetti ad interpretazioni a seconda dei punti di vista.

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