Sab. Dic 3rd, 2022

Gli ultimi due anni hanno provocato un cambiamento epocale nella vita di tutta la popolazione mondiale.

La pandemia da Covid-19, la conseguente crisi economica che ha scaturito un aumento di prezzi su tutte le materie, il caro energia e il conflitto russo-ucraino non hanno fatto altro che ingigantire a livello catastrofico una situazione già precaria e preoccupante a livello globale.

Questi fattori sommanti e sommati hanno delineato la categoria più colpita da tali avvenimenti : i giovani, come me, come noi, come voi.

Le assunzioni hanno subito un ritocco al ribasso, sono aumentati gli inserimenti in cassa integrazione, i licenziamenti e il rallentamento di percorsi di formazione adeguati.

Le università hanno visto le loro aule svuotarsi, le loro connessioni ad internet intasarsi per la DAD, i loro studenti laureati con percentuale maggiore rispetto al solito ma con il vuoto sistematico di non aver potuto concludere un percorso con la vicinanza di compagni di corsi ed avventura.

Questi ultimi due anni hanno segnato profondamente la morale dei ragazzi appartenenti alla fascia di età che va dai 14 ai 30 anni. C’è stato, infatti, un incremento di casi di depressione, sovraesposizione ad ansia/ansie sociale/i di vario genere e la stessa categoria è stata data in pasto ad ambizioni e aspettative molto spesso dipendenti da obiettivi di genitori, docenti e familiari, piuttosto che dalle reali possibilità avute negli ultimi 800 giorni circa.

L’estate ha portato una ventata di normalità, di “aria fresca” che ha portato un graduale ritorno alla normalità sociale e alla dimensione ideale di chi si trova nel fiore esistenziale della vita.

Rimangono però strascichi e sintomi preoccupanti ma fortunatamente combattibili : tristezza, disperazione di vario tipo, irritabilità, pianti frequenti, distacco da amici e parenti, difficoltà di affidarsi ad una nuova relazione amorosa dopo essere stati delusi in quella precedente, perdita di interessi, disturbi del sonno, agitazione, iperattività o al contrario eterna immobilità, sensi di colpa, sentore di inutilità (sbagliatissima, mai definirsi o sentirsi tali), mancanza di entusiasmo, ambizione e motivazione, affaticamento, debolezza, difficoltà di concentrazione o addirittura idee suicidarie o pensieri inerenti alla morte. Entrambi gli aspetti, quelli finali, sono sinonimo di un pensiero egoistico ma spesso indotto da tutto ciò che siamo stati costretti a vivere in questo periodo.

Mai come ora, diviene importante chiedere aiuto, mai vergognarsi di averne bisogno e avere fiducia in se stessi e in quello che la vita ci riserva.

Questo è il momento in cui riprendere in mano le nostre vite, in cui realizzarci e capire che i giovani sono la linfa vitale dell’Italia, dell’Europa e più in generale del mondo intero.

Tanto passerà dal voto che andremo a opzionare per il nostro futuro, per i nostri diritti e per i nostri sogni tra qualche giorno.

Senza fare politica, propaganda o schieramenti, scegliete il futuro, un futuro libero di ansie, depressioni, sogni azzerati e preoccupazioni.

Scegliamo di riprenderci tutto ciò che deve appartenere ai giovani.

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