Sab. Dic 3rd, 2022

“In qualità di segretario cittadino del Pd, nonostante tutto, sono enormemente soddisfatto per il consenso ottenuto a Catanzaro e nella provincia alle Politiche di domenica scorsa. Certo, la delusione di non essere riusciti a eleggere un rappresentante locale Democrat in Parlamento c’è. Ma contro la travolgente onda del populismo, che in Italia sembra ormai aver preso piede, c’era probabilmente ben poco da fare. Tant’è vero che cinque giorni fa a essere premiata sono stati Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia, capaci di vampirizzare in termini elettorali persino la restante parte del centrodestra, così come nel 2018 successe invece al Movimento Cinque Stelle. Che sbaragliò ogni concorrenza malgrado corresse da solo” Lo dichiara in una nota Fabio Celia, consigliere comunale e segretario cittadino del Pd a Catanzaro.

“Destra popolusta e sovranista”
“Ma tutto ciò non ci impedisce – ribadisce Celia -, di sottolineare in termini molto positivi il nostro dato complessivo. Che è, e resta, significativo sebbene non tale da consentirci di vincere. Ribadisco, però, come oggettivamente non ci fossero le condizioni per avere la meglio su una destra popolusta e sovranista. Comunque sia, gli oltre 28mila voti ottenuti nel collegio 3, che coincideva con la provincia di Catanzaro, di cui poco meno di 8.400 presi solo in città da Sant’Elia a Lido, dalla vicesindaco del capoluogo Giusi Iemma, in lizza per la Camera, rappresentano un risultato di cui andare parecchio fieri”.

“Egoismo politico”
“Senza contare – aggiunge il segretario cittadino del Pd – anche il buon riscontro di Francesco Pitaro, in corsa per il Senato. Resta inoltre da sottolineare come il consenso di Iemma, in particolare, sia stato il frutto di un gradimento personale per l’ottimo lavoro svolto in città e di un apprezzamento nei confronti del partito territoriale. Perché, chi forse poteva e doveva fare squadra, ha preferito restare alla finestra. Non schierandosi in appoggio di Giusi in alcun modo. Né pubblico né, tantomeno, privato. Una scelta a mio avviso del tutto errata, ma su cui credo sia inutile continuare a discutere. Perché chi ha preso una decisione del genere – conclude Celia – ha mostrato una certa dose di egoismo politico, che a noi di certo non appartiene”.

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