Sab. Mar 2nd, 2024
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Colpite le cosche Pesce, Bellocco e anche gli Spada di Ostia

I Carabinieri stanno eseguendo in varie regioni una misura
cautelare in due operazioni congiunte contro la ‘ndrangheta: i militari del Gruppo di Gioia Tauro (Reggio
Calabria) 65 arresti – 47 in carcere, 16 ai domiciliari – e due obblighi di dimora; i Ros di Brescia 13 arresti

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  • 12 in carcere, uno ai domiciliari -.
    Le cosche colpite sono i Bellocco di Rosarno, gli Spada di Ostia (due destinatari di misura), i LamariLarosa-Pesce della piana di Gioia Tauro.
    Per la parte di Brescia, il Ros ha operato insieme alla Guardia di finanza per un sequestro preventivo di
    imprese, beni immobili, quote societarie per un valore di circa 5 milioni.
    Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno, porto e detenzione
    di armi comuni e da guerra, estorsione, usura, danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso, nonché
    associazione finalizzata al traffico di droga, riciclaggio, autoriciclaggio e associazione per delinquere
    finalizzata a reati tributari e frodi in danno dello Stato.
    Sul fronte reggino dell’operazione, i carabinieri ritengono di avere portato alla luce i nuovi assetti della
    cosca Bellocco, al vertice della “società di Rosarno” con interessi sull’intero territorio nazionale e in
    diversi Paesi esteri.
    L’indagine reggina, denominata ‘Blu notte’ è stata svolta dai carabinieri del Nucleo investigativo di
    Gioia Tauro tra il settembre 2019 e l’agosto 2020 nei confronti di elementi di spicco della cosca Bellocco.
    Il provvedimento dell’Autorità giudiziaria ha determinato anche il sequestro preventivo di una ditta attiva
    nel settore dello sfruttamento delle risorse boschive (taglio, trasporto e trasformazione del legno),
    utilizzata per agevolare le attività criminali della cosca, il cui valore complessivo è stato stimato in
    700.000 euro.
    Alla fase operativa dell’operazione, hanno partecipato circa 1.000 carabinieri di Reggio Calabria, che in
    16 province italiane, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e dalle varie articolazioni
    territoriali, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 65 soggetti dal
    gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Dda.
    Sono 93 complessivamente gli indagati nell’inchiesta “Blu Notte” che stamani, nel filone reggino, ha
    portato all’arresto di 63 persone di cui 47 in carcere e 16 ai domiciliari e 2 all’obbligo di dimora. Sono
    indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, concorso esterno, porto e detenzione di armi comuni e
    da guerra, estorsioni, usura e danneggiamenti aggravati dalle finalità mafiose, riciclaggio e
    autoriciclaggio, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Il principale indagato è Umberto
    Bellocco, di 39 anni, detto “Chiacchiera” e ritenuto il boss reggente dell’omonima cosca di Rosarno.
    L’indagine della Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, ha svelato gli
    interessi della consorteria mafiosa della Piana. In particolare i carabinieri del gruppo di Gioia Tauro
    hanno ricostruito le dinamiche interne alla cosca Bellocco, attiva nel narcotraffico, nel traffico delle armi,
    nelle estorsioni e nel controllo delle attività commerciali e imprenditoriali soprattutto nei territori dei
    Comuni di Rosarno e San Ferdinando. L’inchiesta ha dimostrato, inoltre, non solo gli interessi della
    famiglia mafiosa in molte zone del Paese ma anche il dato che i Bellocco
    potevano contare su importanti ramificazioni all’estero. Contestualmente agli arresti eseguiti in Calabria e
    collegata all’indagine della Dda di Reggio, è scattata l’operazione “Ritorno” della Dda di Brescia, condotta
    dai carabinieri del Ros insieme allo Scico ed al Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di
    Brescia della Guardia di finanza. Il gip lombardo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per altri 13
    soggetti accusati di associazione mafiosa, concorso esterno e tentata estorsione. Sei sono accusati anche di
    associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari e in materia di lavoro. Su
    richiesta del procuratore Francesco Prete è stato anche disposto il sequestro preventivo di beni e
    disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni di euro, quale profitto dei reati in materia di imposte
    sui redditi ed iva. L’indagine, secondo gli investigatori, costituisce un esempio di collaborazione e
    coordinamento delle Dda di Reggio e Brescia sotto l’egida della Dna, che hanno consentito alle due
    Procure, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, di ridisegnato i nuovi equilibri della cosca
    Bellocco e le sue proiezioni nel Nord Italia.
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