Sab. Apr 20th, 2024

Chi dice Ciminà dice caciocavallo. La bontà del prodotto-stella del piccolo borgo ha superato ampiamente i confini regionali, arrivando ad essere apprezzata anche nelle patrie di formaggi ben più noti. Tuttavia, il piccolo borgo preaspromontano merita di essere conosciuto non solo per il caciocavallo, già presidio slow food, ma anche per altri prodotti di nicchia come il guanciale, le marmellate, il grano, il miele e il vino, elaborati in tutte le loro fasi proprio a Ciminà. L’Amministrazione comunale di Ciminà, guidata dal sindaco Giovanni Mangiameli, ha organizzato proprio per questo motivo un incontro che ha coinvolto una delegazione di Slow Food, guidata da dal referente della condotta Slow Food Reggio Calabria-Area Grecanica Francesco Saccà, alcuni cuochi dell’alleanza slow food e i produttori di Ciminà con il loro portavoce Francesco Caruso, giovane intraprendente del territorio. Obiettivo della giornata è stato mettere in comunicazione territorio, prodotti e produttori in una cornice di collaborazione fruttuosa che guarda speranzosa verso il futuro. Piena soddisfazione del primo cittadino Giovanni Mangiameli, che con tutta l’amministrazione sin dall’inizio del mandato ha voluto dare segnali di apertura. “Ciminà è una realtà piccola” ha detto Mangiameli “ma proprio per questo sa quanto è importante puntare sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti. Ci auguriamo che l’incontro di oggi sia un punto di partenza per costruire una rete di relazioni positive che ci aiutino a rilanciare non solo i nostri prodotti genuini, ma anche l’intero territorio, ricco di tesori nascosti nel cuore di uno dei Parchi Nazionali più affascinanti d’Italia”.

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Maria Antonietta Reale | redazione@telemia.it

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