Gio. Feb 29th, 2024

Un agente della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Arghillà (Reggio Calabria) è stato aggredito da un detenuto a calci e pugni. Lo rende noto il segretario provinciale del Sindacato autonomo della polizia penitenziaria, Antonio Calzone. L’episodio è accaduto stamattina, quando un detenuto che stava andando in palestra si è avvicinato all’agente “con fare violento e minaccioso”, per chiedere il di parlare con l’Ispettore di sorveglianza. Mentre l’agente cercava di calmarlo e di conoscere il motivo della richiesta, è stato colpito a calci e con un pugno al volto da un secondo detenuto, tanto da essere ricoverato al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti, dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, salvo complicazioni, per una ferita all’occhio “con emorragia sottocongiuntivale”.

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“Più volte abbiamo segnalato la lunga lista di aggressioni – ha detto Calzone – che si sono susseguite ai danni degli operatori di polizia che con cadenza sistematica il personale patisce, conseguenza dell’abbandono istituzionale che porta alla luce tutte le criticità più volte rappresentate. Criticità dettate da una disorganizzazione gestionale, cronica carenza di personale di Polizia penitenziaria e dal sovraffollamento reso ancora più difficoltoso per la mancanza di interventi diretti a garantire la tutela dell’incolumità fisica degli agenti. Verrebbe quasi da dire che le continue aggressioni non fanno più notizia e l’assordante silenzio dell’Amministrazione è solo sinonimo di indifferenza per una realtà così difficoltosa. Il carcere è ormai una realtà in costante abbandono – ha concluso Calzone – che non fa altro che aumentare i timori di chi all’interno del penitenziario svolge il compito istituzionale demandatogli”.

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