Gio. Feb 22nd, 2024

Confiscate 9 società attive nel settore vitivinicolo, 74 beni immobili, 6 beni mobili registrati e 22 rapporti finanziari per un valore di oltre 50 milioni di euro

La Direzione Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha eseguito un provvedimento di confisca definitivo, emesso dalla Corte d’Appello di Bologna, nei confronti di un imprenditore ravennate operante nel settore vitivinicolo.
L’uomo, come spiega la DIA, risulta coinvolto in numerose vicende giudiziarie a seguito delle quali è stato condannato per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Non solo, si è reso colpevole anche di numerosi reati di natura fiscale. Per questi motivi era stato arrestato dalla DIA, nel 2017, nell’ambito di una precedente inchiesta per riciclaggio ed autoriciclaggio.

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Sulla scorta degli accertamenti svolti – come si legge in una nota – il Tribunale di Bologna aveva disposto nel giugno 2021 la confisca del patrimonio dell’imprenditore ravvisando nei suoi confronti una pericolosità sociale di tipo generico per aver vissuto “abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”, nonché una pericolosità sociale qualificata in quanto indiziato del reato di “trasferimento fraudolento” di quote societarie a favore della propria convivente“.

La Corte d’Appello di Bologna ha dunque deciso di confiscargli in via definitiva 9 società attive nel settore vitivinicolo, 74 beni immobili, 6 beni mobili registrati e 22 rapporti finanziari (uno dei quali in essere presso un Istituto di credito di San Marino) per uno valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.

STRETTOWEB

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